Lavoro nero nel Nisseno, maxi controlli della Guardia di Finanza: scoperte 21 aziende irregolari e 39 operai fantasma
CALTANISSETTA – Un duro colpo al fenomeno del sommerso da parte delle fiamme gialle, impegnate a contrastare una piaga che danneggia l’Erario, calpesta i diritti dei dipendenti e altera la leale concorrenza tra le imprese del territorio. I Finanzieri del Gruppo di Caltanissetta hanno eseguito una raffica di controlli mirati nel capoluogo nisseno e nei Comuni limitrofi nei primi nove mesi del 2026, mettendo sotto la lente d’ingrandimento 21 attività economiche operanti nei settori della ristorazione, dell’agricoltura, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, dell’intrattenimento e dello spettacolo.
Il bilancio complessivo degli accessi ispettivi fotografa una situazione di diffusa irregolarità. I militari dell’Arma economico-finanziaria hanno individuato complessivamente 39 lavoratori completamente “in nero”, privi di qualsiasi tutela assistenziale e previdenziale. Le verifiche hanno inoltre fatto emergere posizioni contrattuali non a norma per altri 16 dipendenti regolarmente assunti ma impiegati violando le disposizioni vigenti. All’esito delle analisi di rischio e dei riscontri sul campo, sono stati 20 i datori di lavoro sanzionati.
Le contestazioni principali hanno riguardato la mancata comunicazione preventiva dell’instaurazione del rapporto di lavoro al Centro per l’Impiego entro le 24 ore antecedenti. Per questa violazione si applica la cosiddetta “maxisanzione”, che prevede il pagamento di somme variabili da un minimo di 1.950 euro fino a un massimo di 46.800 euro per ciascun dipendente non a norma, a seconda dei giorni di lavoro effettivo prestati. La situazione è apparsa ancora più grave in 10 casi specifici, dove l’impiego di personale in nero superava la soglia del 10% del totale dei presenti in azienda: per queste attività è scattata l’immediata segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’esercizio, che rimarrà in vigore fino alla completa regolarizzazione dei lavoratori e al pagamento delle sanzioni.
Il monitoraggio della Guardia di Finanza ha portato alla luce ulteriori e pesanti irregolarità gestionali:
Stipendi non tracciabili: In talune circostanze è stato scoperto il pagamento dei dipendenti in contanti, pratica vietata che comporta sanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro.
Buste paga omesse: Rilevata l’omessa o ritardata consegna al lavoratore del prospetto paga, violazione punita con sanzioni da 1.750 a 10.500 euro.
Sicurezza sul lavoro: Riscontrate gravi inadempienze in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, prontamente girate all’Ispettorato.
Disposizioni del TULPS: In un locale di intrattenimento è stata accertata la presenza di clienti in misura nettamente superiore rispetto al limite massimo autorizzato, violando le leggi di pubblica sicurezza.
La Guardia di Finanza ha ribadito la massima attenzione e il costante impegno nel contrasto al lavoro nero e irregolare, un fenomeno criminale che arreca danni ingenti all’intero sistema economico nazionale poiché sottrae risorse vitali allo Stato, mina i diritti e la dignità dei lavoratori – spesso esposti a logiche di sfruttamento – e penalizza pesantemente gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole.

Giornalista
