LEARN2ACT, la Sicilia mette in azione i giovani
Da Siracusa a Catania, ragazze e ragazzi chiamati a trasformare i problemi ambientali in idee e azioni concrete. Il progetto coinvolgerà 1.600 studenti in sei città italiane

L’ambiente non è una materia da studiare soltanto sui libri. E, soprattutto, non è un problema da lasciare “agli adulti”. Parte da questa idea LEARN2ACT – Strengthening Youth Resilience and Environmental Competencies Through Active Learning, il nuovo progetto sostenuto dalla Villum Foundation che porterà educazione ambientale, cittadinanza attiva e progettazione partecipata tra i giovani dagli 11 ai 17 anni. Un’iniziativa ambiziosa, con un finanziamento di 800 mila euro, che coinvolgerà complessivamente 1.600 studenti e studentesse nelle aree urbane svantaggiate di Milano, Torino, Genova, Napoli, Siracusa e Catania. Insomma, dal Nord al Sud l’obiettivo è uno: meno lezioni sulla sostenibilità e più sostenibilità da mettere in pratica. Perché conoscere il problema è importante, ma possibilmente senza fermarsi al classico “che peccato”.
Dalla scuola al quartiere
A guidare LEARN2ACT sarà CESVI Fondazione ETS, insieme a Plastic Free Onlus, Pandora Cooperativa Sociale e a numerosi partner locali. Il progetto metterà in rete scuole, associazioni, enti locali e comunità educanti attraverso formazione, laboratori esperienziali, educazione emotiva, cooperative learning e attività dedicate alla sostenibilità e alle life skills. Il principio è semplice: imparare facendo. I ragazzi saranno accompagnati a osservare il proprio territorio, individuare le criticità ambientali e ragionare sulle possibili soluzioni. Perché, a volte, per accorgersi che qualcosa non funziona basta semplicemente guardarsi intorno. E magari smettere di considerare il cestino un elemento decorativo del paesaggio urbano.

La parola passa ai ragazzi
Il cuore del progetto sarà una vera e propria call for ideas, rivolta direttamente agli studenti. Saranno loro a individuare le sfide ambientali dei propri quartieri e a proporre idee e soluzioni concrete, lavorando insieme ai partner locali. Le proposte selezionate non finiranno nel proverbiale cassetto: riceveranno supporto tecnico e finanziario, un eco-leadership starter kit e strumenti metodologici per trasformare l’apprendimento in azione. Una formula che ribalta il tradizionale rapporto tra adulti e giovani: non più soltanto “vi spieghiamo cosa dovete fare”, ma “raccontateci cosa avete visto e proviamo a cambiare le cose insieme”. Ambiente, ma anche fiducia e competenze. LEARN2ACT non punta soltanto a formare giovani più attenti all’ambiente. L’obiettivo è rafforzare anche resilienza, capacità relazionali, fiducia in se stessi e partecipazione civica. «I giovani non saranno semplici destinatari di attività formative, ma protagonisti chiamati a osservare la realtà che li circonda, riconoscere i problemi e proporre soluzioni possibili», spiega Rosa Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus.

Secondo Reale, il valore dell’iniziativa sta proprio nell’unire competenze ambientali, cittadinanza attiva e crescita personale. Un mix particolarmente importante nelle aree urbane più fragili, dove offrire ai ragazzi strumenti, occasioni di partecipazione e spazi per esprimersi può fare la differenza.
In Sicilia si parte da Siracusa e Catania
Per la Sicilia, il progetto guarda in particolare a Siracusa e Catania, inserite nella rete delle sei città italiane coinvolte. Qui l’educazione ambientale diventa anche un’occasione per leggere il territorio con occhi diversi: individuare problemi, discutere priorità e immaginare interventi possibili. Dalla plastica nei quartieri alla tutela degli ecosistemi, dalla gestione degli spazi comuni alla partecipazione dei cittadini: le sfide non mancano. E, per una volta, ai giovani non viene chiesto soltanto di “fare i bravi”, ma di proporre soluzioni.
La partecipazione di Plastic Free Onlus si inserisce in un percorso di sensibilizzazione ambientale già consolidato nelle scuole italiane. Finora l’associazione ha raggiunto 4.950 scuole e sensibilizzato 389.325 studenti attraverso iniziative dedicate alla riduzione dell’inquinamento da plastica, alla tutela degli ecosistemi e al coinvolgimento delle comunità locali. Con LEARN2ACT, dunque, il messaggio fa un ulteriore passo avanti: non basta sapere che la plastica inquina. Bisogna anche capire cosa possiamo fare, insieme, per cambiare le cose. E se a farlo saranno 1.600 ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, forse c’è da aspettarsi qualche buona idea. Magari anche più di una.

