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Mafia, l’autista di Messina Denaro interrogato per la convalida: “Non conoscevo il boss, per lui era il signor Francesco”

Si è svolto nel carcere Pagliarelli di Palermo, l’interrogatorio di garanzia di Giovanni Luppino, l’autista dell’ex latitante Matteo Messina Denaro arrestato insieme a lui. L’uomo, 59 anni, è accusato di favoreggiamento. Luppino, nell’interrogatorio durato circa un’ora, avrebbe risposto ai magistrati dichiarando di non sapere che l’uomo che accompagnava in clinica era l’ex super latitante di Cosa Nostra. “Solo un pazzo lo avrebbe portato”. Luppino, agricoltore di Campobello di Mazara, era alla guida dell’auto che ha condotto il super latitante Matteo Messina Denaro alla clinica La Maddalena di Palermo lunedì scorso, poco prima della cattura. Racconta che l’ex latitante la mattina dell’arresto, si sarebbe recato a casa di Luppino per chiedergli di accompagnarlo ad una visita a Palermo. L’uomo  – che come ha stabilito il giudice dovrà restare in carcere – avrebbe anche spiegato che se solo avesse immaginato che chi gli chiedeva aiuto era il mafioso più ricercato d’Italia, non si sarebbe certo messo a sua disposizione. Luppino avrebbe anche riferito che a presentargli il boss sarebbe stato Andrea Bonafede, ovvero l’uomo che ha prestato l’identità al capomafia di Castelvetrano, che però gli avrebbe parlato di lui come suo cognato chiamandolo Francesco. Incensurato, l’uomo è un volto del tutto nuovo per gli inquirenti. Mai coinvolto in operazioni di mafia e nessun legame con la famiglia dell’ex primula rossa di Castelvetrano. “Un perfetto sconosciuto”, così lo ha definito il procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, durante la conferenza stampa sull’arresto del boss mafioso. Si spera che durante l’interrogatorio Luppino possa fornire elementi significativi sui 30 anni di latitanza dell’ex ultimo padrino di Cosa Nostra.