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Mafia, prima udienza da detenuto per Messina Denaro: l’ex “primula rossa” a processo per le stragi del ’92

Dopo 30 anni di latitanza nei cui processi per le stragi di mafia, l’ormai ex “primula rossa” era imputato come latitante, questa mattina è il momento “inaugurale” di una nuova stagione, quella in cui l’ex superlatitante Matteo Messina Denaro, arrestato lunedì scorso alla clinica Maddalena, entra nelle aule di giustizia. Il detenuto che, da fonti del carcere, starebbe passando i primi giorni senza particolari problemi, potrebbe partecipare alle 9.30 al processo d’appello sui mandanti della stragi del 1992 in corso a Caltanissetta. Nella stessa giornata sarà anche il fedelissimo e autista di Messina Denaro, Govanni Luppino, ad essere interrogato dai magistrati al carcere Pagliarelli. Anche se tutto è stato predisposto a Caltanissetta per sentire in videoconferenza il capomafia di Castelvetrano, recluso al 41 bis all’Aquila, non è però detto che l’imputato (condannato in primo grado all’ergastolo) si presenti. La difesa è stata affidata alla nipote, Lorenza Guttadauro che ha dichiarato quanto sia rimasta sorpresa della decisione dello zio, che in tutte le altre occasioni giudiziarie ha preferito avere affidato un legale d’ufficio. Il nonno paterno dall’avvocato che seguirà Matteo Messina Denaro era lo storico boss Filippo Guttadauro. E’ la prima volta in trent’anni, comunque, in cui in un’udienza Messina Denaro non risulterà più latitante, ma detenuto. Per quanto riguarda Luppino, “un perfetto sconosciuto”, come lo ha definito il procuratore Maurizio De Lucia, potrà se vorrà rispondere alle domande dell’aggiunto Paolo Guido e dei sostituti Pierangelo Padova ed Alfredo Gagliardo, durante l’interrogatorio di garanzia. E’ l’uomo che ha accompagnato in macchina il boss alla sua ultima visita in clinica, lunedì scorso alle 8, per sottoporsi ad un ciclo di chemioterapia (che farà invece in carcere).