Mandati dei sindaci, ANCI Sicilia dopo la sentenza della Consulta: “La norma regionale è incostituzionale, intervenga subito l’ARS”
PALERMO – La sentenza n. 16/2026 della Corte costituzionale, depositata il 19 febbraio, riaccende il dibattito sui limiti ai mandati dei sindaci e chiama direttamente in causa la Regione Siciliana. A intervenire con toni netti è ANCI Sicilia, che attraverso il presidente Paolo Amenta e il segretario Mario Emanuele Alvano chiede un intervento immediato dell’Assemblea regionale.
«La decisione della Consulta impone alla Sicilia una scelta chiara: non si può più tergiversare», affermano i vertici dell’associazione dei Comuni. «Occorre modificare con urgenza la norma regionale, anch’essa incostituzionale. Per questo abbiamo inviato una richiesta formale al presidente della Regione e al presidente dell’ARS affinché si adegui la disciplina dei limiti di mandato ai principi dell’ordinamento nazionale».
Il nodo della legge regionale 7/1992
Nel mirino di ANCI Sicilia c’è l’articolo 3 della legge regionale n. 7/1992, che stabilisce limiti più stringenti rispetto al resto d’Italia: tre mandati consecutivi nei comuni sotto i 5.000 abitanti; due mandati nei comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti.
Una disciplina che, secondo Amenta e Alvano, «ha già prodotto effetti penalizzanti, impedendo a diversi sindaci di ricandidarsi e sottraendo ai cittadini la piena libertà di scelta». La Corte costituzionale, ricordano, ha ribadito che restrizioni al diritto di elettorato passivo non possono essere introdotte da singole Regioni senza adeguate motivazioni, poiché incidono su diritti politici fondamentali e sull’equilibrio democratico.
Preoccupazione per la norma sui permessi degli amministratori
ANCI Sicilia esprime inoltre forte preoccupazione per l’articolo 1 del disegno di legge “Norme in materia di enti locali”, approvato dall’ARS il 17 febbraio 2026, relativo ai permessi degli amministratori locali. «Materie come permessi, indennità ed elettorato devono essere garantite in modo uniforme e stabile – sottolineano Amenta e Alvano – senza soluzioni estemporanee o variabili sul territorio regionale».
“Serve certezza del diritto”
«È una questione di rispetto dei diritti costituzionali e di certezza del diritto», conclude il presidente Amenta. «Ci attendiamo che si intervenga doverosamente e senza ulteriori rinvii».

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