Marco Cucchiara, la forza di rialzarsi: il 14 luglio l’Amministrazione comunale riceverà l’atleta partinicese medagliato ai Campionati Italiani Paralimpici
“La vita è come il caffè: puoi metterci dentro tutto lo zucchero che vuoi, ma se vuoi addolcirlo devi girare il cucchiaino, perché a stare fermi non succede niente”.
Questa celebre frase del compianto Alex Zanardi — uomo e campione capace di trasformare il dolore in coraggio, la perdita in rinascita e il limite in una nuova partenza — racconta meglio di tante altre parole il senso profondo della storia che Partinico si prepara ad abbracciare.
È la storia vera di Marco Cucchiara, trentatreenne partinicese, un ragazzo che la vita ha messo alla prova sin dalla nascita, ma che non ha mai permesso alla sofferenza di spegnere il suo sorriso, la sua dignità e la sua voglia di vivere.

Marco nasce con una grave malformazione ai piedi. Da bambino, da adolescente e poi da adulto conosce il peso di un percorso difficile: visite mediche, consulenze specialistiche, viaggi in diversi ospedali, in Italia e all’estero, nella speranza di trovare una soluzione a una condizione fisica che gli provoca dolori continui e spesso insopportabili. Accanto a lui, sempre, una famiglia forte, presente, capace di sostenerlo nei momenti più duri e di trasmettergli amore, serenità e fiducia.
Per anni Marco convive con dolori atroci, dolori che non gli consentono di condurre una vita normale, come sarebbe giusto per ogni ragazzo. Ma nonostante tutto non si abbatte. Studia, cresce, coltiva le proprie passioni e consegue il diploma di ragioniere e grafico, trasformando il talento e la creatività nella sua professione.

La sofferenza, però, continua ad accompagnarlo ogni giorno. Marco non si arrende. Si allena, cura il tronco e le braccia, mantiene vivo il corpo e soprattutto la mente. I medici riescono a salvargli il piede destro, ma il sinistro continua a provocargli dolori lancinanti. Le risposte degli specialisti, con il passare del tempo, diventano sempre più dure: non ci sono soluzioni definitive, quel dolore dovrà portarlo con sé per tutta la vita.
A quel punto Marco compie una scelta enorme, difficile, dolorosa, ma profondamente consapevole. Con il sostegno e l’approvazione della sua famiglia decide di sottoporsi all’amputazione del piede sinistro, nella speranza di liberarsi da quel calvario che lo accompagna da 33 anni.

Nel luglio del 2025 affronta l’intervento. Una prova durissima. Il ginocchio viene salvato, ma Marco sa che da quel momento la sua vita cambierà per sempre. Eppure, anche davanti a una scelta così radicale, non perde la luce che lo contraddistingue. Marco è un ragazzo solare, buono, pieno di entusiasmo. Un entusiasmo raro, prezioso, ancora più grande perché nato dentro una storia segnata dal dolore.

Nei mesi successivi affronta il percorso di riabilitazione. Impara ad adattarsi alla protesi. Giorno dopo giorno ricomincia. E soprattutto scopre qualcosa che aspettava da una vita: quei dolori che lo avevano accompagnato per 33 anni non ci sono più. Al loro posto arrivano nuove sfide, nuove abitudini, nuovi equilibri. Ma anche una nuova libertà.
Nel gennaio del 2026, appena sei mesi dopo l’operazione, Marco inizia a frequentare la Kairo’s Sport ASD, associazione sportiva con sede a Palermo specializzata nello sport per persone con disabilità fisiche e affiliata alla FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali).
Da lì comincia un nuovo capitolo. Marco si avvicina all’atletica paralimpica e sceglie le discipline dei lanci: giavellotto, disco e peso. Si allena con serietà, sacrificio e determinazione. Trasforma la forza costruita negli anni della sofferenza in energia sportiva. E i risultati arrivano subito.

Ai Campionati Italiani Assoluti Paralimpici di categoria, disputati a Grosseto, Marco conquista un oro e due argenti. Un risultato straordinario, non solo sportivo, ma umano. Perché dietro quelle medaglie non c’è soltanto la prestazione di un atleta: c’è il cammino di un uomo che ha scelto di non restare fermo, che ha deciso di “girare il cucchiaino”, di rimettersi in movimento, di trasformare una ferita in una ripartenza.
Per questo, il prossimo 14 luglio, alle ore 10.30, Marco Cucchiara sarà ufficialmente ricevuto dall’Amministrazione comunale di Partinico. Insieme a lui saranno presenti il suo allenatore e il presidente della ASD Kairo’s Sport. Sarà un momento di riconoscimento istituzionale, ma soprattutto un abbraccio della città a un suo figlio che, con discrezione, coraggio e determinazione, è riuscito a scrivere una pagina bellissima di sport, dignità e speranza.
Marco non rappresenta soltanto una vittoria personale. Rappresenta un messaggio per tutti. Per chi attraversa il dolore. Per chi pensa di non farcela. Per chi vive un limite fisico, una difficoltà, una paura. La sua storia dice che la vita può cambiare forma, ma non deve perdere valore. Dice che la sofferenza può diventare forza. Dice che nessuno è definito da ciò che perde, ma da ciò che decide di costruire dopo.
Partinico si prepara dunque a rendere omaggio a un giovane uomo che ha saputo guardare avanti quando sarebbe stato più facile fermarsi. A un atleta che, in pochi mesi, è passato da un letto d’ospedale a un podio nazionale. A un ragazzo che continua a sorridere, ad allenarsi, a credere nella vita.
Il 14 luglio non sarà soltanto una cerimonia. Sarà il riconoscimento di una comunità intera a Marco Cucchiara, alla sua famiglia, al suo allenatore e a tutti coloro che ogni giorno lavorano perché lo sport sia davvero inclusione, riscatto e possibilità. Perché a stare fermi non succede niente. Marco lo ha capito, lo ha vissuto sulla propria pelle e oggi lo insegna a tutti noi.
Fonte: Sergio Bonnì, Assessore allo Sport

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