Marsala: Ospedale Borsellino, nuove tecnologie per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna

Fonte Insanitas
Il dottore Emanuele Caldarera, direttore dell’U.O.C di Urologia, descrive l’utilizzo dell’EchoLaser SoracteLite TPLA
La patologia dell’iperplasia prostatica benigna (IPB) rappresenta una delle condizioni più comuni che colpiscono gli uomini, soprattutto con l’avanzare dell’età. Caratterizzata dalla crescita eccessiva del tessuto prostatico, può causare sintomi debilitanti che influenzano significativamente la qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, grazie ai continui progressi nella tecnologia medica, sono state sviluppate opzioni di trattamento innovative e meno invasive, tra cui l’EchoLaser SoracteLite TPLA, che sta rivoluzionando il modo in cui viene gestita l’IPB.
Il dottore Emanuele Caldarera, direttore dell’U.O.C di Urologia descrive l’utilizzo dell’EchoLaser SoracteLite TPLA, una procedura avanzata che combina l’uso di guida ecografica ed energia laser per trattare l’IPB in modo preciso ed efficace. A differenza delle opzioni di trattamento tradizionali, che possono comportare rischi e complicazioni significative, questa procedura offre numerosi vantaggi sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.
Uno dei principali vantaggi dell’EchoLaser SoracteLite TPLA è la sua natura minimamente invasiva ed il suo approccio transperineale, anziché transuretrale come le altre opzioni su mercato. Questo significa che la procedura è eseguita senza danneggiare in alcun modo l’uretra e può essere eseguita con la sola anestesia locale, riducendo al minimo i rischi associati all’anestesia e di bruciori.
Inoltre, la procedura è anche rapidamente eseguibile, di solito richiede meno di un’ora, e può essere eseguita in regime ambulatoriale, consentendo ai pazienti di tornare alle proprie attività quotidiane con poco o nessun tempo di inattività.
L’EchoLaser SoracteLite TPLA è progettato per essere altamente preciso, consentendo agli operatori sanitari di mirare con precisione al tessuto prostatico anomalo e di distruggerlo selettivamente. Questo aiuta a minimizzare il rischio di danni al tessuto circostante e riduce al minimo il rischio di complicazioni post-operatorie. Inoltre, la procedura preserva la funzione prostatica, il che è fondamentale per mantenere la qualità della vita dei pazienti a lungo termine.


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