Maxi sequestro da 3,5 milioni di euro a Pippo Floridia, presunto reggente del clan mafioso “Nardo”
SIRACUSA – Un duro colpo alla criminalità organizzata è stato inflitto nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Siracusa, che ha eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale da oltre 3,5 milioni di euro nei confronti di Pippo Floridia, gravemente indiziato di essere il reggente del clan “Nardo”, storicamente egemone nella zona nord della provincia aretusea. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, rappresenta il risultato di un’approfondita attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle. Il Floridia, attualmente detenuto in regime di 41-bis in un carcere umbro, è destinatario di plurime condanne definitive per reati gravissimi, tra cui associazione mafiosa, estorsione e rapina.
L’indagine ha permesso di ricostruire un vasto sistema imprenditoriale creato per mascherare l’origine illecita dei proventi. Attraverso la costituzione di società intestate fittiziamente a prestanome – in gran parte familiari – e con l’impiego di complesse operazioni di trasferimento di beni aziendali, clienti e mezzi, Floridia sarebbe riuscito a eludere i controlli fiscali e patrimoniali, mantenendo di fatto la gestione delle attività economiche nel settore del trasporto merci. Le analisi sui flussi patrimoniali e bancari hanno evidenziato una netta sproporzione tra redditi dichiarati e investimenti effettuati, confermando l’origine sospetta delle risorse impiegate. Il sequestro ha riguardato due fabbricati a uso aziendale ad Augusta, diversi terreni – tra cui uno trasformato in struttura ricettiva – due società di trasporto merci e somme di denaro riconducibili alla moglie di Floridia. Tutto per un valore complessivo che supera i 3,5 milioni di euro.
Le misure adottate rientrano nell’ambito del Codice Antimafia e mirano a colpire il patrimonio degli individui ritenuti socialmente pericolosi anche in assenza di condanne definitive. L’operazione conferma l’impegno congiunto dell’Autorità giudiziaria e della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità organizzata e alle sue infiltrazioni nel tessuto economico. Un’azione incisiva che rappresenta un passo importante per il ripristino della legalità e della trasparenza, dimostrando come la lotta alle mafie passi anche e soprattutto attraverso l’aggressione ai patrimoni accumulati illegalmente.

Giornalista
