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Mazara del Vallo, il sindaco Quinci elogia Stefania D’Angelo: “Riconoscimento internazionale per la nostra Oasi WWF”

MAZARA DEL VALLO (TP) – Il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci ha espresso il plauso personale e dell’amministrazione comunale alla direttrice della Riserva Regionale e Oasi WWF Lago Preola e Gorghi Tondi, Stefania D’Angelo, protagonista lo scorso 2 febbraio ai Quartieri Generali della FAO di Roma in occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, celebrata nel 50° anniversario della ratifica italiana della Convenzione di Ramsar. D’Angelo è stata tra i relatori invitati all’evento, portando l’esperienza della Riserva mazarese come modello di gestione virtuosa e di restauro ambientale.

«Un riconoscimento internazionale per la nostra Oasi WWF – ha dichiarato Quinci – frutto di un lavoro sinergico tra la direzione della Riserva e il Comune». All’incontro erano presenti il Sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro e la Segretaria Generale della Convenzione di Ramsar Musonda Mumba. Gli interventi hanno evidenziato il ruolo strategico delle zone umide nella tutela della biodiversità, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, nella gestione sostenibile delle risorse idriche e nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Nel suo contributo, dal titolo “The role of the Ramsar Site ‘Laghi di Preola e Gorghi Tondi’ for the restoration of the dried-up ponds and the endemic water turtle population”, D’Angelo ha illustrato i progressi ottenuti nella Riserva, riconosciuta dal 2017 come zona umida di importanza internazionale. Il lavoro del WWF Italia, ente gestore, ha permesso la rinaturalizzazione dell’area e il recupero degli habitat, nel rispetto delle attività agricole presenti.

«È straordinario ed emozionante – ha affermato D’Angelo – che anche una piccola zona umida come la nostra riesca a dare un forte contributo in termini di servizi ecosistemici, biodiversità e connettività, e che questo venga riconosciuto a livello internazionale». Il Sottosegretario Barbaro ha ricordato che il futuro delle zone umide dipende dalla collaborazione tra istituzioni, comunità scientifiche e realtà locali, mentre la Dottoressa Mumba ha sottolineato la necessità di integrare innovazione e tradizione in una visione condivisa di tutela degli ecosistemi.