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Medio Oriente, escalation in Cisgiordania e Gaza: l’ONU denuncia insediamenti e violenze crescenti

NEW YORK – Negli ultimi tre mesi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha registrato un significativo aumento delle attività di insediamento israeliane nella Cisgiordania occupata, accompagnato da minacce di annessione e da un’escalation di violenza sia nella stessa Cisgiordania che nella Striscia di Gaza. A riferirlo è stato Ramiz Alakbarov, vice coordinatore speciale ONU per il processo di pace in Medio Oriente, durante la presentazione del rapporto trimestrale sull’attuazione della risoluzione 2334 (2016).

Il documento, che copre il periodo dal 18 giugno al 19 settembre, evidenzia come le autorità israeliane abbiano promosso o approvato la costruzione di circa 20.810 unità abitative nei territori occupati, compresa Gerusalemme Est. Il 2 luglio, 15 ministri israeliani e il presidente della Knesset hanno firmato una petizione per l’annessione della Cisgiordania, seguita da una mozione parlamentare non vincolante che chiede l’applicazione della sovranità israeliana su tutti gli insediamenti.

🔴 Demolizioni e sfollamenti

Nel medesimo periodo, le autorità israeliane hanno demolito o sequestrato 455 strutture palestinesi, spesso adducendo la mancanza di permessi edilizi, difficilissimi da ottenere per i cittadini palestinesi. Tra queste, 30 erano finanziate da donatori internazionali. In totale, 420 persone sono state sfollate, in prevalenza donne e bambini.

🔴 Gaza sotto assedio

La situazione nella Striscia di Gaza è descritta come drammatica. Secondo le autorità sanitarie locali, almeno 7.579 palestinesi sono stati uccisi e oltre 37.200 feriti. Di questi, 1.911 sarebbero stati colpiti mentre cercavano di raccogliere aiuti nei pressi di siti militarizzati. Nello stesso periodo, 37 soldati israeliani sono morti in combattimento, mentre 48 ostaggi sono ancora detenuti da gruppi armati palestinesi, 25 dei quali si presume deceduti. L’ONU ha perso 30 membri del proprio personale.

🔴 Cisgiordania: violenza crescente

Il rapporto denuncia un “ritmo allarmante” di violenza nella Cisgiordania occupata. Sono 46 i palestinesi uccisi in operazioni militari, scontri, attacchi dei coloni e manifestazioni. Altri 890 sono rimasti feriti. Dall’altra parte, sette israeliani sono stati uccisi da palestinesi armati, mentre 76 persone, tra civili e forze di sicurezza, sono rimaste ferite.

Le operazioni israeliane si sono intensificate soprattutto a Tulkarem e Jenin. Tra le vittime, anche cinque adolescenti palestinesi, tra cui un 13enne ucciso il 25 giugno.

🛑 Violazioni del diritto internazionale

Alakbarov ha ribadito che gli insediamenti israeliani “non hanno alcuna validità legale” e rappresentano “una flagrante violazione del diritto internazionale”. Ha definito “calamitosa” l’avanzata del piano per costruire 3.400 unità abitative nella zona E1, che rischia di spezzare la continuità territoriale tra la Cisgiordania settentrionale e meridionale, compromettendo la possibilità di uno Stato palestinese indipendente. Il rapporto si conclude con un appello alla comunità internazionale affinché si intensifichino gli sforzi diplomatici per fermare l’escalation e garantire il rispetto delle risoluzioni ONU.