Messina Denaro, i retroscena prima dell’arresto: il boss in tasca aveva un santino di Gesù e la lista della spesa

Un santino del Sacro cuore di Gesù. La lista della spesa. Gli scontrini di una farmacia e di un supermercato di Campobello di Mazara. Un portachiavi con un’etichetta che recita «Il mito, la leggenda, sei tu…». Due telefonini. Come un qualunque paziente che va in casa di cura per sottoporsi a cure chemioterapiche, Matteo Messina Denaro aveva con sé un po’ del suo mondo da latitante-ammalato quando è stato bloccato dai carabinieri del Ros, e dai Gis, che hanno portato a compimento l’operazione di cattura della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido. “Tutto quanto è stato trovato all’ormai ex latitante” ha spiegato il comandante del Ros, il generale Pasquale Angelosanto, compresi i due telefonini, “è già stato affidato al nucleo specializzato del Ris di Messina per le analisi e gli accertamenti necessari”.

Giornalista pubblicista
