Messina Denaro, parla il concessionario dell’auto del boss: e intanto i cittadini protestano in piazza, “Non siamo omertosi, la mafia fa schifo”
E’ stato sentito dagli inquirenti il titolare della concessionaria di Palermo dalla quale il boss Matteo Messina Denaro, un anno fa, comprò la Giulietta con la quale si spostava abitualmente durante la latitanza. L’auto è stata ritrovata nel garage di Giovanni Luppino, autista del boss, arrestato anche lui alla clinica “La Maddalena”. Secondo una prima ricostruzione, il boss si sarebbe recato a casa di Luppino con la propria auto e solo successivamente avrebbe chiesto al suo autista di accompagnarlo per la visita di controllo, prenotata per quel giorno nella struttura palermitana.
Cosa è emerso dalle indagini?
Il commerciante, viste le foto del capomafia sui media e riconosciuto il volto dell’acquirente, ha confermato che la macchina fu acquistata personalmente dal padrino e afferma:” “Solo quando ho visto la sua foto dopo l’arresto ho avuto la percezione di essermi trovato davanti a Messina Denaro; ricordo solo una persona normalissima che non ha destato in noi alcun sospetto. Noi vendiamo auto. E nulla di scorretto è stato fatto da parte mia o della mia azienda”, ha precisato il commerciante rivelando che la transazione, (10mila euro la somma di cui si è parlato) si è svolta in modo tracciato. Il veicolo, del quale sono stati trovati i documenti nell’ultima casa di Messina Denaro a Campobello di Mazara, era intestato alla madre di Andrea Bonafede, 85 anni, che non sa né di essere la proprietaria del veicolo né tanto meno del coinvolgimento da parte del figlio nella vicenda che è culminata con l’arresto del superboss lo scorso 16 gennaio. Il geometra che ha prestato l’identità al boss ieri sera è stato arrestato dai militari del Ros, si trovava a casa della sorella, a Tre Fontane, e secondo quanto riferiscono fonti vicine all’Arma il “vero” Bonafede avrebbe inizialmente raccontato una versione falsa di come sono avvenuti i fatti.
Nuovi indizi
E nuovi indizi emergono da uno dei nascondigli del boss: nel covo c’erano anche abiti femminili. Segno che il capomafia aveva una relazione con una donna. Gli investigatori hanno trovato i vestiti nel primo covo a vicolo San Vito, a via Cb31. Adesso si cerca di risalire all’identità della donna. Carabinieri all’opera anche col georadar nella casa del figlio di Luppino.
Messina Denaro e il figlio “segreto”
Nell’ambito delle indagini sulla latitanza di Matteo Messina Denaro, spuntano un presunto figlio segreto. Sembrerebbe, secondo indiscrezioni della procura, che il latitante abbia vissuto per almeno gli ultimi quattro anni a Campobello di Mazara. Tra le ipotesi quella che Messina Denaro abbia vissuto lì dentro con questo ipotetico figlio segreto e anche con l’amante.
Campobello, i cittadini scendono in piazza
Nel frattempo i cittadini di Campobello di Mazara, paese a pochi chilometri da Castelvretrano, dove il padrino ha vissuto gli ultimi anni di latitanza, scendono in piazza per lanciare un segnale: “Campobello non è un paese di omertosi”. Sottolineando quanto la presenza dell’ex superlatitante non abbia destato alcun sospetto, perché se avessero sospettato della presenza di Messina Denaro sarebbe scattata immediatamente una segnalazione alle forze dell’ordine. Dentro la chiesetta in piazza un coro unanime di alza: “La mafia fa schifo”. Non tutto il paese è colluso con la criminalità organizzata, sebbene gli inquirenti stanno portando alla luce la fitta rete di protezione che ha reso possibile la lunga latitanza di Messina Denaro.
Giornalista pubblicista
