Messina, sequestrato ambulatorio medico abusivo all’interno di una farmacia: indagati il direttore tecnico e un legale rappresentante
MESSINA – La Procura della Repubblica di Messina ha reso noto di aver richiesto – e ottenuto dal GIP del Tribunale – la convalida del sequestro preventivo d’urgenza di un ambulatorio medico abusivo ricavato all’interno di una farmacia situata nella zona nord della città. Il provvedimento è scaturito da un controllo effettuato dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Catania, che hanno scoperto un locale adibito a studio medico in totale assenza di autorizzazioni.
Un “disimpegno” trasformato in ambulatorio
Secondo quanto accertato, il locale risultava registrato nelle planimetrie ufficiali come semplice disimpegno, ma era stato trasformato in un ambulatorio stabile dove venivano somministrate terapie complesse, tra cui: farmaci antitumorali, trattamenti ormonali, cure per diabete e obesità. Il tutto senza alcuna autorizzazione sanitaria e soprattutto senza la presenza di medici o infermieri, unici professionisti abilitati a tali pratiche.
Farmaci ad alto costo e attività clinica frequente
Durante l’ispezione, i militari hanno rinvenuto numerose confezioni di medicinali ad alto costo già utilizzate, elemento che conferma la frequenza delle attività cliniche svolte nei locali non a norma.
Le ipotesi di reato
Per i fatti emersi, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati: il direttore tecnico della farmacia, uno dei legali rappresentanti della società di gestione. Ai due vengono contestati i reati di: Esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.), Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.)
La precisazione della Procura
Nel comunicato, l’Ufficio guidato dal Procuratore Antonio D’Amato ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva. Il giudizio, svolto nel contraddittorio tra le parti, potrà anche concludersi con la prova dell’assenza di responsabilità.
Un caso che riaccende l’attenzione sulla sicurezza sanitaria
La vicenda solleva interrogativi sulla tutela della salute pubblica e sui controlli nelle strutture che erogano servizi sanitari. L’utilizzo di farmaci complessi senza personale qualificato rappresenta un rischio elevato per i pazienti e un grave illecito sotto il profilo amministrativo e penale.

Giornalista
