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Monopattini, scatta l’ora della RC obbligatoria: ma in Italia è boom di “furbetti” della targa

Dal 16 luglio non si scherza più: entra in vigore l’obbligo di assicurazione per i mezzi privati. Le forze dell’ordine scaldano i taccuini: controlli a tappeto nelle città e multe salate per chi circola fuori legge.

La stretta sulla micromobilità elettrica in Italia è ormai completa. Dopo una serie di rinvii e tappe progressive, il quadro delle regole per i monopattini privati diventa definitivo proprio in queste settimane del 2026. L’ultimo tassello, il più temuto dalle tasche dei proprietari, è l’obbligo della polizza di Responsabilità Civile (RC), in vigore dal 16 luglio 2026 dopo una proroga di due mesi concessa dal Ministero per consentire l’allineamento telematico tra le compagnie assicurative (ANIA) e la Motorizzazione.

Il problema reale, però, emerge guardando le nostre strade: moltissimi utenti non si sono ancora messi in regola. Nonostante l’obbligo del casco sia in vigore da oltre un anno e quello del “targhino” plastificato sia scattato lo scorso 16 maggio, sono ancora tantissimi i conducenti che circolano “anonimi” e a testa scoperta, confidando in una iniziale tolleranza che, da metà luglio, lascerà spazio alla tolleranza zero.

Il calendario della stretta: come siamo arrivati fin qui

  • Casco obbligatorio per tutti
    14 Dicembre 2024
    Introdotto con la riforma del Codice della Strada (Legge n. 177/2024). L’obbligo viene esteso a tutti i conducenti, azzerando la vecchia distinzione che tutelava i maggiorenni.
  • Obbligo del
    16 Maggio 2026
    Scatta l’obbligo di dotare il mezzo privato di un contrassegno identificativo adesivo, plastificato e abbinato al codice fiscale del proprietario. Costo dell’operazione online: circa 33 euro.
  • Assicurazione RC obbligatoria
    16 Luglio 2026
    Termina la proroga ministeriale. Da questa data nessun monopattino privato può circolare su strada pubblica o aperta al pubblico senza una copertura assicurativa dedicata.

Cosa succede adesso con l’assicurazione?

Ottenere la polizza non è solo una questione di costi (che oscillano mediamente tra i 40 e i 150 euro all’anno), ma di requisiti tecnici stringenti. Le compagnie assicurative, collegate alla banca dati dell’ANIA, non emettono la polizza se il richiedente non fornisce il numero del targhino.

Questo significa che chi ha ignorato la scadenza della targa di maggio si trova oggi in un imbuto normativo: non può assicurarsi se prima non regolarizza la posizione del mezzo sul Portale dell’Automobilista. Inoltre, la legge vieta le polizze “capofamiglia” generiche; serve una copertura RC specifica per veicoli leggeri, con i massimali minimi equiparati a quelli delle auto (6,45 milioni di euro per danni alle persone).

Il pericolo “Rivalsa”: Molti sottovalutano questo aspetto. In caso di sinistro, se il conducente viene beccato senza casco, con un passeggero a bordo o su un mezzo “truccato” oltre i 500W di potenza, l’assicurazione pagherà il danneggiato ma si dorrà del diritto di rivalsa, chiedendo il conto totale dei danni direttamente al proprietario del monopattino.

Controlli a tappeto e sanzioni: la mappa dei rischi

I comandi di Polizia Locale delle principali città italiane hanno già predisposto piani di controllo mirati, specialmente nelle aree del centro storico, nelle zone pedonali e lungo le direttrici delle piste ciclabili. Rispetto al passato, per gli agenti sarà molto più facile individuare i trasgressori: l’assenza del “targhino” visibile sul posteriore o sul piantone dello sterzo farà scattare lo stop immediato.

Le sanzioni introdotte dalla riforma sono severe e, soprattutto, cumulabili:

  • Senza targa o senza assicurazione: Multa amministrativa da 100 a 400 euro per ciascuna infrazione. Chi circola senza entrambe rischia un verbale pesantissimo fin dal primo controllo.
  • Senza casco: Sanzione da 50 a 200 euro.
  • Circolazione su marciapiedi o aree vietate: Da 50 a 250 euro.
  • Mezzo non conforme (potenza superiore o senza frecce): Da 200 a 800 euro con rischio di confisca del mezzo.

Per gli utenti dei servizi di sharing (noleggio pubblico), invece, non cambia nulla: le società di gestione hanno già adeguate le flotte e integrato i costi assicurativi nelle tariffe d’uso. Per i proprietari dei mezzi privati, invece, il tempo delle scuse è ufficialmente scaduto.