Monte Bonifato salvo dagli incendi per il secondo anno: la guardiania popolare funziona

ALCAMO – Con l’arrivo dell’autunno, arriva anche una notizia positiva per il territorio: per la seconda stagione estiva consecutiva, il Monte Bonifato e la Riserva Naturale Bosco d’Alcamo non sono stati colpiti da incendi. Un risultato tutt’altro che casuale, frutto dell’impegno diretto di 28 volontari che hanno partecipato alla guardianìa popolare antincendio, presidiando il monte in dieci giornate critiche, per un totale di 58 ore.
L’iniziativa, nata dal basso e già attiva lo scorso anno, ha visto la partecipazione di cittadini provenienti da Alcamo, Castellammare, Fraginesi, Calatafimi, Trapani-Erice e altre regioni. Muniti di giubbotti catarifrangenti e taccuini per annotare targhe e movimenti sospetti, i volontari hanno agito come deterrente visibile, impedendo l’innesco di roghi nelle aree sorvegliate.
La guardianìa, nonostante mezzi limitati, ha dimostrato una capacità di prevenzione superiore a quella istituzionale e alle proposte tecnologiche come l’uso di droni. Dopo lo sgombero della Funtanazza da parte della Provincia nel 2024, luogo simbolico dove l’iniziativa era nata, il gruppo si è riformato con determinazione, rilanciando il presidio.
Durante i turni, è stata rilevata una maggiore presenza di operai forestali, addetti provinciali e Polizia Municipale rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il dialogo con Comune e Provincia resta critico. “Nonostante il plauso pubblico e le promesse di incontro, il Comune di Alcamo ha ignorato le nostre PEC – denunciano i volontari –. Abbiamo segnalato più volte la presenza di discariche abusive a valle del Monte, ma i cumuli di rifiuti sono ancora lì. Il primo incendio della stagione nella Zona Sasi è partito proprio da una discarica non rimossa.”
Il gruppo Muschio Ribelle, promotore dell’iniziativa, chiede ora una collaborazione reale e trasparente. “Non intendiamo restare a guardare mentre il territorio brucia. La Funtanazza è diventata il simbolo della lotta dal basso contro gli incendi, e attendiamo ancora risposte dalla Provincia sulla sua gestione.”
La guardianìa popolare si conferma così non solo come strumento efficace di prevenzione, ma anche come modello di cittadinanza attiva, capace di supplire alle carenze istituzionali e di rivendicare il diritto alla tutela del patrimonio naturale.

Giornalista
