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Naso scommette sulla cultura, un circuito museale unisce storia e identità

NASO (MESSINA) – Un viaggio immersivo tra devozione religiosa, memoria contadina, pittura contemporanea e storia civile. Arroccata sui Nebrodi e nota come la “Terrazza sulle Isole Eolie”, la città di Naso rilancia la propria offerta turistica attraverso un circuito museale integrato capace di valorizzare un patrimonio storico di straordinario rilievo, oggi inserito a pieno titolo nel network regionale promosso da Anci Sicilia.

La rete regionale e la vetrina digitale

Le quattro istituzioni del territorio nasense sono parte integrante della Rete dei Musei Comunali della Sicilia, l’iniziativa strategica nata per connettere e promuovere oltre 200 realtà espositive in cento Comuni dell’Isola. A supporto del circuito locale è attivo il portale musei-sicilia.it, una vetrina digitale che permette ai visitatori di scoprire da remoto le collezioni e le tradizioni artigianali del territorio.

Arte sacra nelle catacombe e memoria contadina

Il percorso espositivo si snoda attraverso quattro fermate principali nel tessuto urbano e frazionale.

Il Museo d’Arte Sacra: ospitato nei 260 metri quadrati degli spazi ipogei delle Catacombe del Tempio di San Cono Abate. Frutto della sinergia tra Diocesi di Patti e Comune, si articola in quattro sale che custodiscono sculture lignee, maioliche dei maestri locali, preziosi paramenti liturgici ricamati, arredi argentei ed ex voto. Spicca una tavola lignea del Cinquecento raffigurante la “Madonna con Bambino dormiente”.

Il Museo Arte e Mestieri del Territorio: situato nella frazione di Cagnanò all’interno dei locali restaurati della ex scuola elementare. È un presidio etno-antropologico diviso in sezioni dedicate alla falegnameria fine Ottocento, alla vendemmia con un monumentale palmento in legno dei primi del Novecento, ai mestieri tradizionali e alla sartoria con laboratori didattici attivi.

Dal realismo di Santoro allo studio di Lo Sardo

La seconda parte del circuito unisce l’espressione artistica moderna alle vicende del Novecento.

La Pinacoteca Tano Santoro: allestita al piano terra dello storico palazzo del vecchio municipio in Piazza On. Francesco Lo Sardo. Inaugurata nel 2018 a seguito di una donazione dell’artista (nato a Naso nel 1940), la mostra permanente raccoglie tele di imponente formato, bozzetti e incisioni che ripercorrono il realismo esistenziale e le cromie calde del Mediterraneo tipiche del maestro.

La Sala On. Francesco Lo Sardo: ricavata all’interno del trecentesco Convento dei Frati Minori Osservanti. Lo spazio è intitolato alla memoria dell’avvocato che fu il primo deputato comunista eletto in Sicilia, scomparso in carcere nel 1931 sotto il regime fascista dopo aver condiviso la prigionia con Antonio Gramsci. La sala custodisce l’arredo originale in stile tardo Cinquecento del suo studio legale di Roma, documenti d’epoca e pannelli bio-bibliografici.

I tesori monumentali del centro

Il cammino culturale si completa con la visita ai monumenti religiosi del borgo: il Tempio di San Cono, struttura del XV secolo sorretta da dodici colonne in pietra cenerina che custodisce nella cripta barocca le sacre spoglie del Santo; la Cappella del Rosario, situata nella Chiesa matrice dei Santi Filippo e Giacomo, un capolavoro marmoreo secentesco di Bartolomeo Travaglia ricco di complessi simboli sapienziali; e la Chiesa di Santa Maria di Gesù, annessa al convento, le cui mura originarie resistono nonostante i gravi danneggiamenti causati dal sisma del 1613. Un itinerario globale che, come sottolineato dal sindaco Gaetano Nanì, punta a rendere la cultura un motore concreto di sviluppo per il futuro del territorio.