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Naufragio a Lampedusa: si cerca un bambino disperso, 64 i salvati

LAMPEDUSA – Una nuova tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque antistanti Lampedusa. Un barchino di circa 9 metri, carico di migranti, è colato a picco durante la traversata, lasciando dietro di sé il dramma di una famiglia spezzata: un bambino originario della Sierra Leone risulta attualmente disperso.
I soccorsi e il bilancio dei superstiti
L’intervento tempestivo della Guardia Costiera ha evitato un bilancio ancora più pesante.

I militari a bordo della motovedetta Cp327 sono riusciti a trarre in salvo 64 persone, strappandole alle onde in condizioni di estremo pericolo. Tra i superstiti si contano:

  • 14 donne
  • 10 minori
  • 40 uomini

Il gruppo di naufraghi è stato sbarcato durante la notte sul molo della maggiore delle Pelagie. Tra loro anche la madre del piccolo disperso, giunta a terra in stato di shock e assistita immediatamente dal personale sanitario.

Nonostante il rapido dispiegamento di mezzi nell’area del naufragio, del bambino non è stata trovata alcuna traccia nelle ore immediatamente successive all’incidente. Le operazioni di soccorso e pattugliamento non si sono fermate e proseguono tuttora nel tentativo di localizzare il piccolo.

Attualmente, il dispositivo di ricerca della Guardia Costiera vede impegnati:

  • La motovedetta Cp 271, impegnata nel perlustrare lo specchio di mare interessato.
  • Il velivolo Manta, che sta sorvolando l’area dall’alto per coordinare le ricerche e individuare eventuali segnali in superficie.

L’ennesimo dramma lungo la rotta del Mediterraneo centrale riaccende i riflettori sull’insicurezza dei mezzi utilizzati per queste traversate, spesso imbarcazioni di fortuna incapaci di reggere il mare, trasformando il viaggio in una trappola mortale.