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Nazionale, ore decisive per il nuovo CT: il punto tra l’ipotesi Thiago Motta e il futuro di Maldini

Momenti di fortissima tensione e attesa in casa azzurra. La FIGC è a un passo dallo sciogliere le riserve sulla nomina del nuovo Commissario Tecnico della Nazionale, ma il clima all’interno dei vertici federali resta incandescente. Tra ribaltoni nelle trattative e possibili dimissioni ai piani alti, ecco qual è il quadro aggiornato della situazione.

Ufficialmente il nome del nuovo CT non è ancora stato reso noto, ma il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha fatto sapere che l’annuncio è ormai imminente. La ricerca del successore è stata tutt’altro che lineare e ha visto sfumare nel giro di pochi giorni diverse opzioni di primissimo piano.

Dopo il “no” di Pep Guardiola, giunto per motivi personali, la coppia dirigenziale formata da Paolo Maldini e Leonardo aveva virato con decisione su Andrea Pirlo. Tuttavia, anche la pista che portava all’ex regista azzurro è sfumata definitivamente: la sua candidatura è stata infatti bloccata sul nascere a causa delle polemiche scaturite dal suo ruolo di ambassador per l’agenzia di scommesse russa Fonbet.

Al momento, la corsa al campo sembra essersi ristretta a due opzioni principali:

  • Thiago Motta, profilo giovane e tatticamente moderno, fortemente sostenuto dal duo Maldini-Leonardo;
  • Il clamoroso ritorno di Roberto Mancini, un’ipotesi che continua a guadagnare quota tra le preferenze della Federazione.

Il rebus dirigenziale: Maldini e Leonardo pronti all’addio?

Parallelamente al nodo allenatore, a tenere col fiato sospeso l’ambiente è il futuro di Paolo Maldini (Direttore Tecnico e presidente del Club Italia) e di Leonardo (advisor).

Al momento Maldini non ha rassegnato le dimissioni, ma la sua posizione – insieme a quella del dirigente brasiliano – appare estremamente delicata. I due starebbero valutando seriamente l’addio nel caso in cui Malagò dovesse imporre una scelta tecnica non in linea con il loro progetto sportivo, come appunto i profili di Mancini o Conte.

Qualora invece si riuscisse a trovare un punto d’intesa su un nome condiviso — con Thiago Motta in cima alla lista delle preferenze —, la frattura verrebbe ricomposta e il gruppo dirigenziale proseguirebbe regolarmente il proprio mandato in Federazione.

Le prossime ore saranno decisive per capire quale direzione prenderà il nuovo corso della Nazionale.