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Netanyahu accelera: Gaza sotto assedio mentre si aprono i negoziati sugli ostaggi

𝑫𝒊 𝑴. 𝑪𝒖𝒄𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂 ✍️

Benjamin Netanyahu ha scelto la via del doppio binario: da un lato ordina l’avvio dei negoziati per la liberazione degli ostaggi, dall’altro conferma l’obiettivo di conquistare Gaza City anche in caso di tregua.

Una strategia che mostra il volto duplice di Israele: diplomazia come facciata, forza militare come sostanza.

Gli Stati Uniti si muovono da registi più che da arbitri, dettando tempi e condizioni e offrendo garanzie di sicurezza per spingere a un accordo di cessate il fuoco.

Le possibili sedi di un vertice spaziano dal Cairo a Doha, fino a capitali europee come Ginevra o Vienna, ma l’esito resta appeso alla volontà politica dei protagonisti.

Sul piano internazionale, cresce la pressione: l’ONU e la Croce Rossa avvertono di una catastrofe umanitaria imminente se l’offensiva proseguirà, mentre l’Europa appare divisa tra richiami morali e realpolitik.

E l’Italia? Roma rimane in secondo piano: fedele alla cornice atlantica, partecipa agli aiuti e alle mediazioni umanitarie ma senza voce incisiva nella definizione degli equilibri.

Una presenza silenziosa, che fotografa il peso marginale del nostro Paese in uno dei più drammatici scenari geopolitici contemporanei.