Nomina all’ASP di Palermo, Cambiano e Adorno (M5S): “La salute non può essere terreno di equilibri politici”
PALERMO – “La salute non può essere terreno di equilibri politici”. È con queste parole che i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Angelo Cambiano e Lidia Adorno, componenti della I Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, intervengono sulla possibile nomina del dottor Alberto Firenze a Direttore Generale dell’ASP di Palermo, attraverso una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione, all’Assessore alla Salute e al Presidente della Commissione.
La seduta della I Commissione, convocata per discutere la nomina, è saltata per mancanza del numero legale. Un episodio che, secondo i parlamentari, non può essere ridotto a un semplice incidente procedurale, ma rappresenta un segnale politico della delicatezza della scelta e del clima di incertezza che la circonda.
Cambiano e Adorno sottolineano come la nomina di Firenze sollevi legittime perplessità, soprattutto in relazione alla complessità dell’ASP di Palermo, che gestisce un territorio di 82 comuni, oltre 1,2 milioni di abitanti, un bilancio di 2,5 miliardi di euro, 5.200 dipendenti e una rete di strutture sanitarie articolata in ospedali, ambulatori, Case di Comunità e Centrali Operative Territoriali.
“Non si tratta di mettere in dubbio la competenza professionale del dottor Firenze – scrivono – ma di valutare se la sua esperienza, maturata prevalentemente in ambito ospedaliero e accademico, sia adeguata a un incarico che richiede visione territoriale, dialogo con le istituzioni locali e capacità manageriali complesse”.
I parlamentari evidenziano inoltre che il curriculum del candidato non sembra includere esperienze nella gestione dell’integrazione ospedale-territorio o dei servizi socioassistenziali, elementi ritenuti fondamentali per affrontare le sfide legate all’attuazione del DM 77/2022, alla telemedicina e al PNRR.
Infine, Cambiano e Adorno esprimono preoccupazione per le logiche politiche che sembrano aver guidato la designazione: “Temiamo che la difficoltà nel convergere su un nome e i tempi con cui si è arrivati alla proposta nascondano una scelta dettata da equilibri interni alla maggioranza regionale, più che da valutazioni tecniche”.
La lettera si chiude con un appello alla responsabilità: “La politica ha il dovere di fare delle scelte, ma quando si parla di salute non ci si può permettere che siano frutto di mere compensazioni politiche”.

Giornalista
