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Notte di fuoco a Palermo: 80 interventi e vigili aggrediti. È bollettino di guerra

PALERMO – Quella che doveva essere una notte di festeggiamenti per la ricorrenza di San Giuseppe si è trasformata, ancora una volta, in un vero e proprio bollettino di guerra per i Vigili del Fuoco di Palermo. Nelle ultime 24 ore, il comando provinciale è stato letteralmente travolto dalle richieste di soccorso, portando a termine quasi 80 interventi in tutto il territorio urbano e nelle periferie.

La città tra fiamme e rifiuti:
Il bilancio è pesante: circa 40 interventi hanno riguardato gli incendi legati alle tradizionali “vampe”, ma anche roghi che hanno distrutto autovetture e cumuli di rifiuti. Nonostante l’imponente dispositivo di sicurezza messo in campo, la città ha visto accendersi focolai in numerosi quartieri, impegnando senza sosta le squadre di soccorso.

Aggressioni e imboscate: Vigili nel mirino
Il dato più inquietante, tuttavia, non riguarda il fuoco, ma la violenza ingiustificata rivolta verso chi quel fuoco deve spegnere.

Durante diverse operazioni, eseguite sempre in stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine, le squadre dei Vigili del Fuoco sono state bersaglio di sassaiole e lanci di bottiglie.

Il bilancio dei danni è critico:

Danni ai mezzi: Diversi automezzi dei VVF e delle Forze dell’Ordine sono stati pesantemente danneggiati dai lanci di oggetti

L’agguato: L’episodio più grave ha visto coinvolte 5 unità dei Vigili del Fuoco, cadute in un vero e proprio agguato durante un intervento. La violenza dell’attacco ha reso necessario il trasporto dei cinque operatori al pronto soccorso.

Il bollettino medico
Fortunatamente, nonostante la gravità dell’accaduto e il trauma subito, il personale sanitario ha già dimesso i cinque soccorritori. Per loro la prognosi è di un giorno, ma resta la ferita profonda di un attacco sferrato contro chi lavora quotidianamente per la sicurezza della collettività.

L’ennesima notte di San Giuseppe si chiude dunque con un misto di sollievo per la gestione dell’emergenza incendi e di sdegno per la violenza subita da servitori dello Stato, ancora una volta chiamati a operare in un contesto di inspiegabile ostilità.