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Nuovo hub militare nelle Madonie: cittadini si oppongono costituendosi in comitato

L’8 maggio 2023 i tre comuni di Gangi, Nicosia e Sperlinga – tramite i loro Sindaci Giuseppe Firrarello, Luigi Bonelli e Giuseppe Cucci – hanno stipulato un accordo di collaborazione, dalla durata di 30 anni, con il ministero della Difesa, concedendo l’autorizzazione per la creazione di un hub addestrativo militare di 33,5 chilometri quadrati.
La struttura si estenderà tra Gangi e Sperlinga, con la costruzione di un deposito di armi, automezzi e munizioni nella zona artigianale dismessa di Sperlinga e la trasformazione di alcuni edifici comunali in caserme per ospitare i militari.

Cittadini, associazioni, allevatori e agricoltori dei comuni interessati, che non sono stati né consultati né informati previamente alla firma dell’accordo, hanno manifestato la loro opposizione prima nel corso di un consiglio comunale straordinario, tenutosi al Comune di Nicosia il 17 maggio, poi il 21 maggio presso il palazzo vescovile alla presenza del vescovo di Nicosia Giuseppe Schillaci e infine ieri sera, nel corso di un evento analogo tenutosi nell’aula consiliare di Sperlinga. Anche domani si terrà un terzo consiglio aperto a Ganci.

Consiglio comunale a Sperlinga

La popolazione teme la scomparsa di quasi una ventina di piccole e medie aziende agricole e di allevamento, la crisi del settore caseario, è la scomparsa di una comunità, quella del borgo di Santa Venera, dove una trentina di famiglie saranno costrette a lasciare le loro case.
Ma si temono anche ripercussioni sul turismo: Sperlinga, ad esempio, avrà l’hub ad un chilometro di distanza e il deposito ai piedi del paese; durante le esercitazioni i colpi di mortaio causeranno un forte inquinamento acustico e la viabilità sarà quasi completamente impedita.
In più, i soldati risiederanno in caserme autosufficienti, non apportando un particolare beneficio all’economia.
Inoltre, non va dimenticato come le aree del bosco di Sperlinga e del Monte Zimmara sono aree di riserva e zone speciali di conservazione e, prima di essere destinate a diventare poligoni di tiro, necessitano di una valutazione ambientale attenta.

Borgo di Santa Venera

Per questo, diversi cittadini dei tre comuni siciliani si sono costituiti nel “Comitato per la difesa dell’Identità e dello sviluppo”, con lo scopo di promuovere iniziative per far revocare l’atto e tutelare l’entità locale, nella sua conformazione e peculiarità.

La prima azione organizzata è una raccolta firme (clicca qui), che ha già raggiunto quasi le tremila adesioni, con la quale il comitato chiede ai Sindaci di revocare sia la delibera di giunta che l’accordo di collaborazione con il ministero della Difesa, per «fermare la distruzione di una delle aree più belle e ancora quasi incontaminate della Sicilia».