Palermo: 42° anniversario uccisione del Giudice Rocco Chinnici

Il 29 luglio 1983, Palermo fu scossa da un attentato mafioso devastante: una Fiat 126 imbottita con 75 kg di tritolo esplose davanti al civico 59 di via Pipitone Federico, uccidendo il giudice Rocco Chinnici, ideatore del Pool Antimafia, insieme ai carabinieri della sua scorta — il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta — e al portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi.

Chinnici aveva rivoluzionato la lotta alla mafia creando un gruppo di magistrati che lavoravano in sinergia, tra cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Questo approccio minava le fondamenta di Cosa Nostra, che reagì con violenza.

L’attentato fu ordinato da boss mafiosi come Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, e materialmente eseguito da Antonio Madonia e altri killer.

Dopo un lungo iter giudiziario durato quasi vent’anni, nel 2002 la Corte d’Assise di Caltanissetta condannò all’ergastolo i mandanti e gli esecutori della strage.
L’unico superstite fu l’autista Giovanni Paparcuri, che riportò gravi ferite ma sopravvisse.
A 42 anni dalla strage, Palermo e tutta Italia commemorano Chinnici con cerimonie, intitolazioni e momenti di riflessione.
Sua figlia Caterina Chinnici, europarlamentare, continua a portare avanti i suoi ideali, ricordando il padre come un uomo che ha scelto consapevolmente di mettere la propria vita al servizio della giustizia.


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