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Palermo, blitz interforze nei siti di smaltimento rifiuti: sanzioni per 21.200 euro e denunce per violazioni sulla sicurezza

Un’imponente operazione di controllo in provincia di Palermo ha passato al setaccio le sedi operative del settore dello smaltimento. Identificati 90 lavoratori e riscontrate numerose criticità in materia di tutela ambientale e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Una vasta attività ispettiva è stata condotta in contemporanea presso diverse società operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti e della plastica nella provincia di Palermo. Il monitoraggio straordinario è scaturito da una precisa richiesta avanzata dalla Prefettura di Palermo, a sua volta sollecitata dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, preoccupate per le condizioni di salute, igiene e sicurezza all’interno degli stabilimenti.

La complessità dell’intervento ha richiesto l’impiego sinergico di un imponente dispositivo interforze, composto da numerosi organi di vigilanza tecnica, sanitaria e giudiziaria. All’accesso ispettivo hanno preso parte attiva:

  • Arma dei Carabinieri: personale del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Palermo, del Nucleo Operativo del Comando Gruppo Tutela Lavoro di Palermo, del Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) di Palermo e del N.I.P.A.F. (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale). Il supporto sul territorio è stato garantito dai militari del Reparto Territoriale di Termini Imerese e della Compagnia di Cefalù.
  • Enti Previdenziali e Assicurativi: ispettori della Direzione Regionale INPS di Palermo e delle Direzioni Regionali INAIL di Palermo e Catania.
  • Organi di Vigilanza Sanitaria e Ambientale: personale dell’ASP – Spresal di Palermo (prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) e tecnici dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente).
  • Vigili del Fuoco: personale specializzato del Comando Provinciale di Palermo.

Durante l’ispezione negli stabilimenti, le forze dell’ordine e gli ispettori hanno identificato 90 lavoratori. Tutti i dipendenti presenti sono risultati regolarmente assunti.

Tuttavia, gli organi di vigilanza hanno avviato una fase di approfondimento analitico sui singoli profili d’impiego e sulle mansioni effettive dei lavoratori rispetto a quanto dichiarato formalmente dalle rispettive società per escludere qualsiasi forma di irregolarità contrattuale o sotto-inquadramento professionale.

I controlli strutturali e impiantistici hanno invece fatto emergere uno scenario di diffusa inosservanza delle regole. Ai datori di lavoro delle aziende controllate sono state contestate gravi violazioni del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008) e del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006).

Nello specifico, le ispezioni hanno riscontrato:

  • Segnaletica e vie di fuga ostruite: assenza di segnaletica orizzontale e verticale e presenza di materiali ingombranti che ostacolavano le vie di circolazione interne.
  • Gestione dei rifiuti non conforme: inosservanza o totale assenza delle prescrizioni obbligatorie imposte dai titoli abilitativi per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.
  • Abusi edilizi e attrezzature fuori norma: demolizione non autorizzata di manufatti industriali, con conseguente riutilizzo illecito dei materiali, e utilizzo di macchinari non conformi agli standard di sicurezza.
  • Carenze di sicurezza e rischi elettrici: mancata adozione di adeguate misure antincendio, omessa revisione dei dispositivi di salvaguardia e assenza di misure idonee a prevenire i rischi da shock elettrico.

Al termine del servizio, sono state elevate sanzioni di natura contravvenzionale per un valore complessivo di 21.200 euro. Inoltre, i titolari e datori di lavoro ritenuti responsabili delle irregolarità sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese.