Ascolta Radio Amica ON LINE

Amica News

La Musica Intorno

Palermo, falsi incidenti e certificazioni mediche artefatte: cinque indagati

PALERMO – Nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo hanno notificato gli avvisi per l’interrogatorio preventivo, ai sensi dell’art. 291, comma 1‑quater c.p.p., a cinque persone indagate – a vario titolo – per associazione per delinquere, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, oltre che per mutilazione fraudolenta della propria persona. L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico‑Finanziaria sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, ha permesso di far emergere un articolato sistema di falsi sinistri stradali e di certificazioni sanitarie contraffatte, utilizzate per ottenere risarcimenti indebiti da diverse compagnie assicurative. Nel solo biennio 2023‑2024, gli indennizzi illecitamente percepiti ammonterebbero a oltre 110.000 euro.

Il sodalizio e il modus operandi

Secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe composto da un medico del pronto soccorso di un ospedale cittadino, un operatore socio‑sanitario, il titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche e due “faccendieri” specializzati nell’organizzazione dei falsi incidenti. Il meccanismo prevedeva che soggetti con traumi reali, riportati in contesti estranei alla circolazione stradale (luoghi di lavoro, casa, attività sportive), si presentassero al pronto soccorso con documenti d’identità intestati a terze persone, indicate come vittime dei presunti sinistri. Grazie alla complicità del medico, ottenevano un accesso rapido e venivano sottoposti a radiografie e accertamenti specialistici, poi utilizzati per richiedere i risarcimenti. Le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio centinaia di accertamenti sanitari, riscontrando la ripetizione sistematica degli stessi esami a nome di persone diverse ma riconducibili agli stessi soggetti.

Un danno per il sistema e per gli assicurati

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi che alterano la concorrenza, danneggiano le imprese oneste e contribuiscono all’aumento dei costi assicurativi per i cittadini. Resta ferma la presunzione di innocenza per tutti gli indagati, la cui posizione potrà essere valutata solo al termine del procedimento giudiziario.