Palermo, giorno della Memoria, la città onora il sacrificio del Carabiniere Giordano: posata una pietra d’inciampo in via Terrasanta
PALERMO – Nel Giorno della Memoria, la città di Palermo e l’Arma dei Carabinieri hanno reso omaggio al Carabiniere Calcedonio Giordano, Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla Memoria”, vittima dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Una cerimonia intensa e partecipata ha accompagnato la posa di una pietra d’inciampo davanti all’abitazione in cui il militare visse, in via Terrasanta 6.
All’iniziativa hanno preso parte le massime autorità civili e militari: il Prefetto Massimo Mariani, il Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia” Ubaldo Del Monaco, il Comandante Provinciale Luciano Magrini, il Vice Sindaco Giampiero Cannella, oltre ai nipoti del caduto, Giovanni, Daniele e Renato. Presenti anche rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’A.N.P.I. e il giornalista Leone Zingales, promotore dell’iniziativa.
La pietra d’inciampo, realizzata dall’artista tedesco Gunter Demnig, è stata collocata dal Generale Del Monaco insieme al Vice Sindaco Cannella e al nipote Giovanni, con l’intento di mantenere viva la memoria delle vittime del nazifascismo. Il Cappellano Militare Don Salvatore Falzone ha guidato un momento di raccoglimento e benedetto il manufatto, ricordando il coraggio di Giordano, che scelse la via della resistenza fino all’estremo sacrificio.
Nel suo intervento, il Generale Del Monaco ha sottolineato l’importanza di restituire un nome e una storia a chi, durante la persecuzione nazifascista, era stato ridotto a un numero. “Questa pietra – ha affermato – ci invita a riflettere sugli orrori del passato e a vigilare affinché non si ripetano”. L’Alto Ufficiale ha poi richiamato il valore dell’esempio di Giordano, fucilato nel 1944 dopo quaranta giorni di torture: un monito a compiere ogni giorno il proprio dovere con responsabilità e dedizione.
Cenni storici
Nato a Palermo l’11 luglio 1916, Calcedonio Giordano si arruolò volontariamente nell’Arma nel 1936, distinguendosi per capacità e disciplina fino a entrare nello Squadrone Carabinieri Guardie del Re. Dopo l’8 settembre 1943 aderì al Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri, partecipando a numerose azioni contro l’occupazione tedesca.
Arrestato nel gennaio 1944 dalla polizia nazifascista, subì torture per due mesi senza mai tradire i suoi compagni. Fu ucciso alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944, insieme ad altre 334 vittime.
Nel 1951 gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla Memoria”, riconoscimento al suo eroismo e al suo incrollabile senso del dovere.

Giornalista
