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Palermo, grande manifestazione per il riconoscimento della lingua siciliana

Palermo – Centinaia di persone si sono radunate oggi in Piazza Verdi, nel cuore del capoluogo siciliano, per una grande manifestazione in difesa della lingua siciliana. L’evento, promosso dal movimento Trinacria e da numerose associazioni culturali, tra cui Cademia Siciliana, rientra nel calendario della “Simana dû Sicilianu”, una settimana di iniziative volte a valorizzare e tutelare l’idioma isolano. La manifestazione ha visto la partecipazione di cittadini, studenti, intellettuali e rappresentanti delle istituzioni locali, tutti uniti per una richiesta chiara e determinata: il riconoscimento ufficiale del siciliano come lingua madre e la sua co-ufficialità nella Regione Siciliana, accanto all’italiano.

Una lingua da tutelare, una cultura da difendere

Durante il corteo, i partecipanti hanno sfilato dietro uno striscione con la scritta «U sicilianu è a nostra lingua, parràmulu senza vrijogna» (“Il siciliano è la nostra lingua, parliamolo senza vergogna”). La manifestazione è stata arricchita da canti popolari, letture di cunti e poesie in siciliano, momenti di aggregazione che hanno ribadito l’importanza del siciliano come espressione identitaria e culturale. I manifestanti hanno sottolineato con forza che il siciliano non è un semplice dialetto, ma una lingua con una propria struttura e una ricca tradizione letteraria. La sua tutela, secondo gli organizzatori, è fondamentale per preservare la memoria storica dell’isola e garantire la trasmissione alle nuove generazioni.

La richiesta di ufficialità: il modello della Sardegna

Anthony Graziano, portavoce di Trinacria, ha ribadito il cuore della protesta: “Oggi siamo qui non solo per celebrare la nostra lingua, ma per chiedere che il siciliano venga riconosciuto nella sua dignità e valore. La nostra lingua è un patrimonio che non possiamo permettere di vedere scomparire. Chiediamo a gran voce che venga inserita nel quadro giuridico come lingua co-ufficiale (seguendo l’esempio della Regione Sardegna), accanto all’italiano, per garantirne la sopravvivenza e la trasmissione alle future generazioni. La lingua siciliana è l’essenza della nostra cultura, della nostra storia, della nostra identità. Siamo determinati a fare in modo che venga tutelata e valorizzata come merita”.

Un percorso tra le strade della città

Il corteo ha attraversato le vie principali di Palermo, accompagnato dai tamburinari di Ficarazzi “Salvatore Bona”. La manifestazione si è poi conclusa in Piazza Bologni con un evento di musica popolare, grazie alla performance del Sicilian Duo di Giampiero Amato e Simona Ferrigno, e con letture pubbliche di racconti e poesie della tradizione siciliana.

Un movimento in crescita: il sostegno dei comuni siciliani

Gli organizzatori hanno annunciato l’elaborazione di un manifesto ufficiale, contenente le principali richieste della comunità linguistica siciliana. Il documento sta progressivamente ottenendo l’approvazione di diversi consigli comunali dell’isola: la mozione è già stata deliberata a Montelepre, Santa Cristina Gela, Serradifalco, Montemaggiore Belsito, mentre a breve sarà discussa a Trapani, nelle Madonie, Partanna, Corleone e Novara di Sicilia.

L’evento di oggi ha rappresentato un’importante tappa di un percorso più ampio, che punta a portare la questione della lingua siciliana all’attenzione del governo regionale e nazionale, affinché venga finalmente riconosciuta e tutelata come merita.