Palermo, il Centro di Giustizia Riparativa entra nella rete nazionale della Riforma Cartabia
PALERMO – Il Ministero della Giustizia ha ufficialmente riconosciuto l’idoneità del Centro di Giustizia Riparativa del Comune di Palermo, che entra così a far parte della rete nazionale dei 36 centri attivati nell’ambito dell’attuazione della Riforma Cartabia. Il riconoscimento segue la sottoscrizione, avvenuta il 5 settembre 2025, del Protocollo d’Intesa tra il Comune e la Conferenza Locale per la Giustizia Riparativa del Distretto di Corte d’Appello di Palermo.
Il Centro palermitano è stato inoltre destinatario di un finanziamento di 244 mila euro, parte degli 8,9 milioni di euro stanziati a livello nazionale tramite Decreto Ministeriale, in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e previo parere della Conferenza Unificata.
“La giustizia riparativa – ha dichiarato l’assessore alle Politiche socio sanitarie Mimma Calabrò – non è solo uno strumento utile alla gestione dei conflitti e delle conseguenze del reato, ma un vero e proprio percorso di responsabilizzazione dell’autore dell’offesa, di riconoscimento della vittima e di ricostruzione dei legami con la comunità. Con questo riconoscimento ufficiale, Palermo si distingue per l’esperienza maturata nel campo della Restorative Justice, configurando il Centro comunale come servizio di eccellenza in grado di garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP)”.
Il Centro, ora pienamente operativo, offrirà gratuitamente programmi di giustizia riparativa in ogni fase del procedimento penale, rivolgendosi a minori, adulti e comunità. Secondo una nota dell’assessorato, i mediatori esperti del Comune – Dorotea Passantino (responsabile dell’U.O.), Gaetana Randazzo, Susanna Ferrara e Paolo Quercia – hanno già realizzato 136 programmi su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, sia in ambito penale minorile che adulto.
Dal giugno scorso, il Centro è stato ulteriormente potenziato grazie a un bando di gara e al successivo affidamento alla RTI “Insieme”, con il supporto del Fondo di solidarietà comunale. Questo ha consentito l’ingresso di sette nuovi mediatori esperti, ampliando la capacità operativa del servizio su tutto il territorio cittadino.

Giornalista
