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Palermo, inaugurato a Brancaccio il nuovo poliambulatorio di prossimità: Schifani «Più servizi per contrastare marginalità e isolamento»

PALERMO – Un nuovo presidio di salute e inclusione sociale apre le sue porte nel cuore di Brancaccio. È stato inaugurato il poliambulatorio di prossimità intitolato al Beato Padre Pino Puglisi e a monsignor Guido Sansavini, una struttura che nasce per offrire servizi sanitari gratuiti ai cittadini più fragili del quartiere. L’iniziativa è stata presentata alla presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha sottolineato il valore sociale dell’opera: «Una giornata importante, il coronamento di un impegno trasversale tra società civile, Regione, volontariato e il Maria Eleonora Hospital. Realizzare un poliambulatorio come questo significa contrastare marginalità e isolamento. La delinquenza si combatte garantendo socialità e migliori standard di vita, anche sanitari. Oggi abbiamo fatto un passo avanti in entrambe le direzioni». Accanto a lui, l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali Nuccia Albano, che ha ribadito l’importanza di investire in servizi di prossimità nei quartieri più vulnerabili.

Una struttura nata dal territorio per il territorio

Il poliambulatorio è stato realizzato dal Centro di accoglienza “Padre Nostro”, fondato proprio da don Pino Puglisi, grazie a donazioni private e al contributo della Regione Siciliana. La sede, in via San Ciro, è stata pensata per offrire un punto di riferimento sanitario a chi vive in condizioni economiche difficili. Il servizio è rivolto a persone con Isee inferiore a 10 mila euro, che potranno accedere gratuitamente a visite specialistiche grazie alla disponibilità di medici volontari.

Gli ambulatori attivi

All’interno della struttura sono già operativi diversi servizi, tra cui: cardiologia, cardiochirurgia, chirurgia generale, dermatologia, fisiatria, ginecologia, medicina interna, urologia. Un’offerta ampia che mira a rispondere ai bisogni sanitari di un quartiere spesso penalizzato da carenze strutturali e difficoltà di accesso ai servizi.

Un modello di welfare comunitario

Il progetto rappresenta un esempio concreto di welfare di comunità, frutto della collaborazione tra: istituzioni regionali, volontariato, operatori sanitari, realtà del terzo settore, cittadini. Un modello che punta a rafforzare la coesione sociale e a migliorare la qualità della vita nelle periferie urbane, seguendo l’eredità morale di Padre Puglisi, che proprio a Brancaccio aveva avviato il suo impegno educativo e sociale.