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Palermo ricorda Gaetano Costa, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia

PALERMO – Nel giorno dell’anniversario dell’assassinio del vice questore Ninni Cassarà e dell’agente di scorta Roberto Antiochia, Palermo si raccoglie nel ricordo di tre figure simbolo della lotta alla mafia: Cassarà, Antiochia e il magistrato Gaetano Costa, uccisi nelle estati del 1980 e del 1985 per mano di Cosa nostra. A rendere omaggio ai tre servitori dello Stato sono state le massime istituzioni regionali e cittadine, che hanno sottolineato il valore del loro sacrificio e l’importanza di custodirne la memoria come patrimonio civile della comunità.

Schifani: «Obbligo morale mantenere viva la memoria»

«Nel giorno dell’anniversario del loro assassinio, vogliamo rendere omaggio al magistrato Gaetano Costa, al vice questore Ninni Cassarà e all’agente di scorta Roberto Antiochia», ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. «È nostro obbligo morale mantenere viva la memoria di questi servitori dello Stato, uccisi barbaramente. Il loro sacrificio rappresenta una delle pagine più alte del coraggio nella lotta alla mafia. Custodiamo il loro esempio rinnovando ogni giorno l’impegno delle istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata e nella promozione della legalità tra le nuove generazioni».

Intravaia: «Il loro sacrificio non è stato vano»

Il deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Antimafia, ha ricordato l’agguato del 6 agosto 1985: «Cassarà e Antiochia caddero sotto i colpi di Kalashnikov a pochi passi da casa, condannati a morte dalla mafia che vedeva nelle indagini del commissario un serio pericolo. Dopo oltre quarant’anni, il loro sacrificio non è stato vano: sono un esempio per istituzioni e società civile a procedere sulla via della trasparenza e della legalità. Lo Stato ha ottenuto molte vittorie, ma non bisogna mai abbassare la guardia».

Lagalla: «La memoria deve diventare scelta quotidiana»

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha voluto sottolineare il valore civile del ricordo: «Oggi Palermo si raccoglie nel ricordo di due uomini che hanno scelto di non arretrare davanti alla mafia: il giudice Gaetano Costa e il vice questore Ninni Cassarà. Le loro storie appartengono a stagioni diverse della stessa battaglia, unite dal coraggio di restare fedeli al proprio dovere quando farlo significava mettere a rischio la vita».

Lagalla ha aggiunto: «La mafia non ha cercato soltanto di uccidere delle persone: ha tentato di cancellare l’idea stessa che lo Stato potesse essere libero e credibile. Non ci è riuscita. Il loro esempio continua a generare responsabilità e speranza. A noi spetta il compito più difficile: fare in modo che la memoria non diventi un rito, ma si trasformi in scelte quotidiane, educazione alla legalità e istituzioni credibili. Il modo più vero per essere all’altezza del loro sacrificio è costruire una città in cui la libertà sia un diritto garantito a tutti».