Palermo ricorda Rocco Chinnici nel 43° anniversario della strage
PALERMO. Nel giorno del 43° anniversario della strage di via Pipitone Federico, Palermo ha reso omaggio al giudice Rocco Chinnici, ai carabinieri Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e al portiere dello stabile Stefano Li Sacchi, vittime dell’attentato mafioso del 29 luglio 1983, quando un’autobomba caricata con 75 chili di tritolo esplose davanti all’abitazione del magistrato.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricordato la figura di Chinnici come «un magistrato che seppe guardare oltre il proprio tempo», sottolineando come da lui nacque il metodo investigativo che avrebbe guidato il pool antimafia e il maxiprocesso. «A lui il Paese deve una parte importante della propria coscienza civile. È nostro dovere custodirne l’eredità con l’impegno concreto delle istituzioni contro ogni forma di illegalità», ha dichiarato Schifani.
In rappresentanza dell’ARS, il deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Antimafia, ha deposto una corona d’alloro sulla lapide commemorativa in via Pipitone Federico, insieme alle altre autorità. «Chinnici è un esempio di fedeltà, dovere e rettitudine. Seguirne le orme significa non abbassare la guardia davanti alla mafia, che pur colpita duramente dallo Stato è sempre pronta a rialzare la testa», ha affermato Intravaia.
Al termine della cerimonia, Intravaia ha partecipato alla messa in suffragio nella chiesa Regina Pacis, insieme ai familiari delle vittime, tra cui la figlia del magistrato, l’eurodeputata Caterina Chinnici, e numerose autorità civili e militari.

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