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Palermo: stipendi d’oro per i dirigenti dell’Azienda sanitaria di Palermo, la denuncia dei sindacati

Una nuova polemica agita il mondo della sanità palermitana. Un primario o un dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale (ASP) di Palermo guadagna in media 7-8 mila euro in più l’anno rispetto al resto del personale.

La cifra, che emerge da un’analisi dei dati retributivi, ha scatenato l’indignazione dei sindacati, che chiedono un intervento immediato dell’Assessorato regionale alla Salute.

I sindacati confederali, tra cui CGIL, CISL e UIL, hanno puntato il dito contro un sistema di premi e indennità che, a loro dire, crea una disparità retributiva inaccettabile all’interno dell’azienda. Questi “extra”, percepiti quasi esclusivamente dai vertici e da una cerchia ristretta di dirigenti medici e amministrativi, non sarebbero legati a reali miglioramenti della produttività o dell’efficienza dei servizi, ma a clausole contrattuali che di fatto premiano solo il personale apicale.

La denuncia arriva in un momento di grande tensione per la sanità pubblica, con il personale infermieristico, tecnico e amministrativo che lamenta carichi di lavoro sempre più pesanti e stipendi fermi da anni.

Secondo i sindacati, le risorse utilizzate per questi super-premi dovrebbero essere invece destinate a incentivare il lavoro di tutti i dipendenti, a coprire le carenze d’organico e a migliorare le condizioni operative quotidiane.

“È inaccettabile che mentre il personale di base fatica a sostenere i ritmi, con turni massacranti e retribuzioni insufficienti, i dirigenti si ritrovino con bonus consistenti che creano un’ulteriore disuguaglianza,” dichiarani i sindacati. “Chiediamo che l’Assessorato intervenga subito per verificare la legittimità di queste indennità e per aprire un tavolo di confronto che porti a una più equa distribuzione delle risorse. Non possiamo più tollerare una sanità a due velocità, dove chi è in prima linea viene penalizzato e chi è ai vertici premiato senza una logica meritocratica.”

La palla passa ora all’Assessorato alla Salute, che dovrà valutare le richieste dei sindacati e decidere se avviare un’ispezione o una negoziazione. I sindacati hanno già annunciato che, in mancanza di risposte concrete e in tempi brevi, sono pronti a intensificare le proteste per tutelare i diritti di tutti i lavoratori del settore.