Partinicese detenuta in Venezuela, l’appello del padre: “Aiutateci a liberare Francis”
C’è una cittadina originaria di Partinico tra i prigionieri politici detenuti dal governo venezuelano. Si tratta di Francis Costantino Ramos, 45 anni, arrestata lo scorso 31 ottobre e attualmente reclusa nel distaccamento 215 di La Pedrera, nello Stato di Táchira. A lanciare un appello per la sua liberazione è il padre, Giuseppe Costantino, imprenditore nel settore dei supermercati emigrato in Venezuela negli anni Cinquanta e tornato in Sicilia da sei anni. Oggi vive a Balestrate.
«Francis non ha commesso alcun reato – ha dichiarato Costantino all’Ansa –. La sua unica colpa è quella di aver lavorato al fianco della Machado per garantire il corretto svolgimento delle ultime elezioni e di aver espresso pubblicamente il proprio sostegno al candidato Edmundo González». Secondo il padre, proprio questa presa di posizione avrebbe scatenato una persecuzione sistematica da parte degli apparati di sicurezza venezuelani, tanto da costringere la donna a lasciare il Paese e rifugiarsi in Colombia per tutelare la propria incolumità.
«Rientrata in Venezuela – prosegue il padre – è stata arrestata a un posto di blocco». Prima della detenzione, anche i familiari avrebbero subito pressioni: il marito sarebbe stato aggredito fisicamente, mentre le tre figlie sarebbero state oggetto di continue intimidazioni.
La situazione sanitaria della donna desta forte preoccupazione. «Mia figlia non ha ancora avuto un processo – denuncia Costantino –. Mia nipote ha potuto visitarla solo tre volte, notando un progressivo peggioramento. Francis soffre di asma ed è una paziente oncologica: non le consentono di assumere le medicine né di effettuare i controlli necessari. Temiamo seriamente per la sua vita».
Il padre rivolge un appello diretto alle istituzioni italiane: «Chiediamo al governo Meloni, alla politica e alle autorità competenti di aiutarci a liberare mia figlia. Non ha alcuna colpa, se non quella di aver lottato pacificamente per la libertà del suo popolo. Chiediamo che Francis venga riconosciuta come prigioniera di coscienza e che il suo nome sia inserito negli elenchi di scarcerazione». La famiglia spera ora in un intervento diplomatico che possa riportare Francis a casa.

Giornalista
