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Partinico: 63 anni fa veniva ucciso il giudice Nino Giannola, prima vittima del dovere.

Antonino “Nino” Giannola è il primo Magistrato Italiano ucciso “nell’esercizio delle funzioni”. Era nato a Partinico nel 1906. Quando lo assassinarono, il 26 gennaio 1960, durante un’udienza, era Presidente del Tribunale di Nicosia. “Voglio uccidere la giustizia”, disse l’assassino a cui fu riconosciuta l’infermità mentale. Il suo nome compare nella targa che ricorda tutti i magistrati morti per mano della mafia, del terrorismo e nell’esercizio delle funzioni, affissa davanti all’Aula Magna della Corte di Appello del Tribunale di Palermo. Entrato in Magistratura a soli 24 anni, fu assegnato alla Corte d’Assise di Palermo alla fine degli anni Quaranta, in un momento storico particolarmente complesso per la Sicilia, dove le note vicende riguardanti il separatismo, le lotte agrarie e il banditismo ebbero nella Strage di Portella della Ginestra l’espressione più tragica e violenta. In quegli anni, Antonino Giannola svolgeva le delicatissime funzioni di Giudice a Latere in Corte d’Assise, dove si celebravano anche i processi alla banda Giuliano. Presidente del Tribunale di Nicosia, il 26 gennaio del 1960, mentre presiedeva un’udienza civile nel suo ufficio, venne barbaramente assassinato da un individuo armato, esasperato per un ulteriore rinvio di una causa da lui intentata contro un avvocato. L’uomo era convinto che l’ambiente forense locale gli fosse ostile.

Il Comune di Partinico, negli anni ‘70, ha intitolato al Giudice Giannola, una strada del Centro Storico, mentre lo scorso 25 novembre, gli è stato dedicato un francobollo come Magistrato caduto nella lotta alla mafia e al terrorismo.