Partinico: “Cinque minuti con Gesù”
Rubrica quotidiana a cura di Patrizio Parra accolito della parrocchia M.SS.Annunziata Partinico.
Vangelo di lunedì 28 giugno 2021 In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».Commento Gesù è a Cafarnao, ha guarito la suocera di Pietro, scacciato gli spiriti con la parola e sanato i malati. La folla ha sentito parlare di lui e lo ha cercato, tutti hanno ascoltato le sue parole e visto i gesti di tenerezza e compassione… i suoi miracoli. Ma Gesù ha deciso di lasciare quel luogo per passare all’altra riva: la sua missione è far conoscere la misericordia del Padre. Uno scriba che ha visto e ascoltato ha il cuore gonfio di gioia e gratitudine. Egli è rimasto affascinato dal Maestro e non vuol perdere tempo, ha deciso che lo seguirà ovunque vada perché la sua vita non è più la stessa. Si avvicina al Signore e con impeto glielo dice: “Maestro, ti seguirò dovunque tu vada”. Non conosce la missione di Gesù, non sa bene cosa andrà a fare, ma il Signore ha preso il suo cuore, la sua mente e la sua vita. Gesù sa cosa è accaduto nell’anima di quell’uomo, così lo mette in guardia e risponde che ciò che sta affrontando è duro e faticoso, vissuto nell’incertezza e nell’indigenza. Non c’è e non ci sarà successo e potere, né ricchezza e benevolenza. Mentre al discepolo che vorrebbe rimandare la partenza fa capire che “quando si è rinati a vita nuova apparteniamo ai vivi, alla vita vecchia appartengono i morti…”. Il suo è un invito a non sprecare energie in cose che non hanno futuro, e ad abbandonare tutto per seguirlo. Anche a noi oggi accade di lasciarci prendere dall’entusiasmo per le parole di un buon sacerdote, un pellegrinaggio particolare, la testimonianza di una guarigione o una conversione straordinaria. Non sappiamo cosa faranno lo scriba e il discepolo, ma io che avrei fatto al posto loro? Seguire Gesù non può essere vissuto a metà: Dio ci vuole tutti per sé, per darci tutto se stesso. Dobbiamo prepararci: il cristiano non ha vita facile, e stare nel mondo vuol dire portare la bellezza di Gesù agli altri testimoniando nel quotidiano, accettando anche ostilità e pregiudizio… nella libertà e nella gioia del Signore. Patrizio Parra


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