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Partinico, Diritto alla salute: nasce la Consulta Comunale, ma regna il silenzio della cittadinanza. L’appello della Prima Commissione Consiliare

Un’opportunità storica per il territorio rischia di sfumare nell’indifferenza. Approvato il Regolamento, ma a tre giorni dalla scadenza dell’avviso le adesioni sono pari a zero. Chiesta la proroga dei termini.

La svolta istituzionale era arrivata lo scorso 13 marzo 2026 quando, con la Delibera di Consiglio Comunale n. 4, è stato ufficialmente approvato il Regolamento per l’istituzione della Consulta Comunale Permanente per la Tutela del Diritto alla Salute. Un organo fortemente voluto e promosso dalla Prima Commissione Consiliare, pensato per dare finalmente una risposta concreta a un territorio drammaticamente segnato da lutti prematuri e patologie che non conoscono età.
La Consulta nasce con l’obiettivo di diventare un luogo istituzionale permanente: un’area di lavoro, confronto e partecipazione attiva in cui medici, professionisti sanitari, associazioni e semplici cittadini possano unire le forze per analizzare lo stato di salute del comprensorio e proporre soluzioni concrete.

Nonostante l’importanza cruciale dell’iniziativa, la risposta della comunità è al momento inesistente. Il termine ultimo per presentare la propria candidatura scadrà il prossimo 22 maggio e, a soli tre giorni dalla scadenza, non è pervenuta alcuna richiesta di adesione.
Un dato parziale che la Prima Commissione non esita a definire «sintomatico della disaffezione della società civile nei confronti dei problemi reali della propria città».

Un silenzio assordante che contrasta con il bisogno di risposte su un tema sensibile e vitale come quello della salute pubblica.

Di fronte a questo scenario, i membri della Prima Commissione Consiliare hanno deciso di non arrendersi e hanno ufficialmente richiesto una proroga dei termini di scadenza dell’avviso. L’obiettivo è concedere più tempo alla cittadinanza, sperando in un sussulto di partecipazione.

«Confidiamo nel senso di responsabilità e nella maturità di chi ha a cuore il futuro di questo territorio — dichiarano i membri della Prima Commissione —. Medici, associazioni e cittadini attivi: c’è bisogno dell’aiuto di tutti per difendere il nostro diritto alla salute. Non possiamo rimanere indifferenti.»

L’appello è dunque aperto a tutta la comunità civile e scientifica locale: la Consulta può rappresentare uno strumento di riscatto e di tutela, ma per esistere ha bisogno della partecipazione del territorio.