Partinico, emittente tv locale contro Consulta Giovanile? Santamaria: “Andremo avanti, anche se questo fango…”
Si accendono i toni a Partinico in vista dei festeggiamenti per il prossimo Capodanno 2026. Quella che doveva essere una sinergia tra istituzioni giovanili e informazione locale si è trasformata in un aspro terreno di scontro. Attraverso una nota ufficiale, il Presidente della Consulta Giovanile, Rosario Santamaria, ha espresso “rammarico e profonda amarezza” per il fallimento della proposta di collaborazione con la testata giornalistica Telejato.

L’origine del dissidio
La Consulta aveva proposto a Telejato una partnership per l’evento di fine anno, mossa dalla convinzione che la stampa debba fungere da ponte tra le nuove generazioni e il territorio. Tuttavia, il rifiuto della testata non sarebbe rimasto confinato all’ambito editoriale. Secondo quanto denunciato da Santamaria, il Direttore Pino Maniaci avrebbe motivato il “no” attraverso attacchi personali, etichettando il Presidente come “figlio del divertimento” e richiamando vicende private estranee al suo ruolo istituzionale.
“Accetto serenamente un rifiuto,” dichiara Santamaria, “ma non posso accettare che si trasformi in un attacco volto a denigrare il mio operato e l’impegno di un gruppo di giovani che lavora gratuitamente per la comunità”. Il Presidente ha inoltre rivendicato il valore sociale del “divertimento sano” come strumento di contrasto all’illegalità e al degrado.

Un evento a “costo zero” per il Comune
Per spegnere sul nascere eventuali polemiche circa l’uso dei fondi pubblici, la nota precisa che il Capodanno non peserà sulle casse comunali. L’iniziativa sarà interamente finanziata da imprenditori e sponsor locali che hanno scelto di investire risorse proprie per offrire un momento di aggregazione alla città.

Verso il Capodanno 2026
Nonostante le tensioni e quello che Santamaria definisce “fango mediatico”, la Consulta Giovanile conferma che i preparativi proseguono senza sosta. La risposta alle critiche, si legge nel comunicato, non sarà la polemica ma la “concretezza dei fatti”.
“Andremo avanti a testa alta,” conclude Santamaria, ribadendo che la porta della Consulta resterà aperta solo a chi intende costruire un dialogo basato sul rispetto reciproco, respingendo invece chiunque utilizzi la propria posizione per attacchi personali e giudizi morali.
Giornalista pubblicista
