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Partinico, il caso della palestra del “Danilo Dolci” accende lo scontro tra PD, Comune e Città Metropolitana

PARTINICO (PA) – La mobilitazione degli studenti dell’Istituto “Danilo Dolci”, che da giorni denunciano l’impossibilità di svolgere attività motoria per l’assenza di una palestra, ha innescato un confronto istituzionale sempre più articolato. Le posizioni espresse dal Partito Democratico locale, dal sindaco Pietro Rao e dal consigliere metropolitano Liborio Maurizio Costanza delineano un quadro complesso, in cui si intrecciano competenze amministrative, regolamenti comunali e rapporti tra enti.

La posizione del Partito Democratico

In una nota, il PD di Partinico esprime preoccupazione per la gestione del confronto con gli studenti, che nei giorni scorsi avevano individuato nel sindaco il referente istituzionale a cui rivolgersi per ottenere una soluzione temporanea, come l’utilizzo del pallone tensostatico comunale. Secondo il comunicato, il primo cittadino avrebbe rimandato la questione alla Città Metropolitana, competente per gli edifici scolastici delle scuole superiori, sottolineando inoltre che l’uso della struttura comunale sarebbe soggetto al pagamento di un canone previsto dal regolamento vigente.

Il PD riferisce che la Città Metropolitana si sarebbe dichiarata disponibile a sostenere i costi, pur non nell’immediato, e che alcune figure si sarebbero offerte di anticipare le somme necessarie fino allo sblocco dei fondi provinciali. Il partito cita anche l’intervento del consigliere metropolitano Maurizio Costanza, che avrebbe proposto possibili soluzioni operative. Nella parte finale della nota, il PD definisce la situazione “confusa” e sostiene che la gestione amministrativa rischierebbe di compromettere la “normale convivenza tra i vari corpi sociali della città”. Il partito invita le istituzioni coinvolte a fornire risposte “serie e responsabili”, richiamando l’importanza della fiducia dei giovani nella politica.

La replica del sindaco Pietro Rao

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Pietro Rao, che in un comunicato ha respinto le critiche, definendo la polemica “strumentale” e ribadendo che la competenza sugli istituti superiori è della Città Metropolitana. Il sindaco sottolinea che il pallone tensostatico è un impianto comunale destinato all’intera comunità – associazioni sportive, scuole e cittadini – e che trasformarlo nella palestra stabile di un singolo istituto creerebbe “una disparità evidente”. Rao precisa che la questione non riguarda il pagamento del canone in sé, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali.

Il primo cittadino rivendica inoltre l’impegno dell’amministrazione verso il mondo della scuola e critica quella che definisce una “polemica politica costruita attorno a una questione reale”, sostenendo che alcuni interventi pubblici sembrerebbero orientati più alla visibilità che alla ricerca di una soluzione strutturale. Rao conclude affermando che il Comune continuerà a operare “con serietà e nel rispetto delle regole”, ribadendo che gli studenti “hanno bisogno di una palestra, non di nuove polemiche”.

L’intervento del Consigliere metropolitano Liborio Maurizio Costanza

Nel pomeriggio è arrivata anche la replica del consigliere metropolitano Liborio Maurizio Costanza, che invita a spostare il confronto “dagli scontri politici agli atti amministrativi concreti”. Costanza riferisce di aver effettuato un sopralluogo il 5 marzo e di aver inviato una nota formale alla Città Metropolitana con tre proposte: un accordo immediato con il Comune per l’uso del pallone tensostatico, con oneri a carico dell’ente metropolitano; una ricognizione degli immobili dell’ex Provincia da riconvertire a uso sportivo; uno studio di fattibilità per la costruzione di una palestra dedicata al “Danilo Dolci”. Il consigliere respinge l’idea che il suo intervento sia “propaganda” e sottolinea che affrontare l’emergenza è un dovere istituzionale. Invita infine il Comune a collaborare, ricordando che “gli studenti e le famiglie attendono risposte, non competizioni politiche”.