Partinico: il Sindaco Pietro Rao, replica, all’ultimo comunicato del Circolo Locale del PD

Arriva decisa la replica del Sindaco di Partinico Pietro Rao, al recente comunicato del circolo locale del PD partinicese, con il quale si criticava l’operato del Sindaco in questi anni di sindacatura e con la richiesta di dimissioni del primo cittadino.
Non si è fatta attendere, infatti, la replica del Sindco Rao, che in un post nella sua pagina Facebook, ha espresso una forte accusa al Partito Democratico di Partinico, definendolo un partito in declino, sempre più irrilevante e incapace di presentarsi autonomamente alle elezioni, lacerato da conflitti interni, privo di consenso e autoreferenziale, affetto da “memoria corta”, che si attribuisce meriti non suoi e dimentica i propri fallimenti.
Un partito in declino, sempre più irrilevante e incapace di presentarsi autonomamente alle elezioni.
In fine, chi ha fallito dovrebbe avere l’umiltà di tacere, invece di impartire lezioni di morale.
Di seguito il post integrale:
<<<Quale PD di Partinico? Quello di Chi mente ?I professionisti del fallimento tentano la lezione di morale
È davvero singolare – quasi comico – che il Partito Democratico di Partinico, ad ogni tornata elettorale sempre più irrilevante e incapace persino di formare una lista senza chiedere l’elemosina ad altri partiti, oggi si erga a moralizzatore supremo della politica cittadina.
Perdono voti, perdono pezzi, perdono dignità, ma non perdono mai l’arroganza.Un partito senza consenso, lacerato da lotte intestine che ne hanno paralizzato l’azione già nei rari momenti in cui ha avuto qualche ruolo marginale, oggi si propone come guida della città.
È come se il Titanic offrisse lezioni di navigazione.
La gestione del PD partinicese è stata ed è un esempio da manuale di nepotismo, clientelismo e autoreferenzialità.
Un partito spaccato,autorecluso nei suoi conflitti interni e incapace di rappresentare qualcuno che non sia un proprio tesserato (nemmeno tutti, a giudicare dalle ultime polemiche pubbliche tra dirigenti).
Persino il loro vicesegretario, non certo un oppositore interno, ha parlato apertamente del partito come di una comparsa sulla scena politica.
Eppure, oggi pretendono di impartire lezioni di coerenza e responsabilità.
La memoria corta è un problema serio: si attribuiscono meriti che non hanno, spesso frutto del lavoro di altri, e recitano il copione dei difensori della democrazia dimenticando che la loro “breve storia” è una lunga sequenza di fallimenti, occasioni perse e, diciamolo, affari poco chiari che solo la smemoratezza (e la convenienza) dei più tollera ancora.
Hanno gli armadi pieni di scheletri, eppure pontificano su etica e trasparenza.
Parlano di visione politica loro che negli anni non hanno prodotto uno straccio di proposta concreta per la città se non quando potevano incollare il loro simbolo su qualcosa già fatto da altri.
Parlano di crisi idrica e ospedale come se fossero appena atterrati da Marte, dimenticando che quando potevano incidere non hanno mai mosso un dito.
E ora, con tutta la spocchia di chi non rappresenta più nemmeno se stesso, chiedono le dimissioni di un sindaco democraticamente eletto.
È un tentativo disperato di riemergere dall’oblio politico in cui si sono confinati da soli.
Chi ha fallito, oggi, almeno dovrebbe tacere !>>>

Direttore Responsabile
