Partinico, la città si stringe nel ricordo di Falcone: “La cultura è l’antidoto alla mafia”
PARTINICO (PA) – “Pallottole di cultura contro pallottole di piombo”. Con queste parole il sindaco Pietro Rao ha aperto la commemorazione del 23 maggio, ribadendo come educazione, memoria e gesti quotidiani rappresentino l’arma più potente contro ogni mentalità mafiosa. A 34 anni dalla strage di Capaci, Partinico ha reso omaggio al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi dall’esplosivo mafioso sull’autostrada A29.
Cerimonia alla Villa Falcone: studenti e cittadini in prima fila
La prima parte della commemorazione si è svolta presso la Villa Falcone, gremita di bambini, studenti, insegnanti e cittadini. Presenti il sindaco Rao, gli assessori Puccio, Bonnì e Speciale, le istituzioni scolastiche e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Un momento partecipato, carico di simboli e parole rivolte soprattutto ai più giovani, chiamati a custodire e tramandare la memoria.
Delegazioni scolastiche al Giardino della Memoria di Capaci
Successivamente, alcune delegazioni scolastiche hanno accompagnato il sindaco al Giardino della Memoria di Capaci, luogo simbolo del dolore ma anche della rinascita civile. Qui si è svolto un momento di riflessione collettiva, dedicato alla speranza e alla responsabilità delle nuove generazioni. “Ora è il momento della speranza e dei sogni – è stato ricordato – per consegnare ai nostri piccoli cittadini gli strumenti migliori per costruire bellezza, comunità e futuro”.
Ricordare Falcone significa scegliere ogni giorno da che parte stare
La commemorazione si è conclusa con un messaggio chiaro: la memoria non è un rito, ma un impegno quotidiano. Ricordare Falcone significa scegliere la legalità, rifiutare ogni forma di compromesso e costruire una comunità sana, libera e consapevole.



Giornalista
