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Partinico, lo stadio che unisce: da Italiano a Imperiale e Convitto, il mondo dello sport sostiene il progetto neroverde

Partinico il tema è uno solo, e da settimane attraversa società, tifosi, famiglie e vecchie glorie del calcio locale: lo stadio. Un impianto che non è soltanto un luogo, ma un simbolo identitario, un punto di riferimento che manca da troppo tempo. E mentre il progetto per riportare il Partinicaudace nella sua casa prende forma, arrivano voci importanti dal mondo dello sport, tutte nella stessa direzione: Partinico merita il suo stadio.

Roberto Convitto: “La gente ha voglia di tornare a tifare in quello stadio”

Roberto Convitto, fantasista protagonista con Trapani, Siracusa e Scafatese, parte dal cuore: «Per me il Partinicaudace è un ricordo bello della mia vita. Sono nato e cresciuto in quella squadra, lì ho iniziato a 15 anni». Il legame è autentico, radicato. E lo sguardo è rivolto al futuro: «Spero con tutto il cuore che lo stadio torni a colorarsi di neroverde. La gente di Partinico ha voglia di tornare lì, dopo tanti anni, a tifare per quella maglia. So che c’è un bel progetto e persone serie: mi auguro che il Partinicaudace torni presto nelle categorie che merita».

Vincenzo Italiano: “Quello stadio può essere un punto di riferimento per tutta la comunità”

Dalla Sicilia all’Europa League, passando per Partinico. Vincenzo Italiano, oggi allenatore del Bologna e protagonista di una stagione straordinaria, non dimentica il suo passaggio giovanile in neroverde: «Parliamo di 32 anni fa, ma quando penso a Partinico provo emozioni forti, ricordi bellissimi». Pur lasciando spazio a chi vive oggi la realtà locale, Italiano riconosce il valore dello stadio: «Quello stadio e quei colori rappresentano un valore importante, capace di diventare un vero punto di riferimento per tutta la comunità».

Marco Imperiale: “È il momento di concretizzare. Uno stadio moderno può cambiare una città”

Il capitano della Carrarese, partinicese doc, torna alle sue origini: «Il Partinicaudace significa tanto per me. Ho iniziato lì, a 5-6 anni. Avrà sempre un valore speciale». Poi la riflessione sul presente: «Giocare lontano da Partinico crea disagio. Sarebbe una gioia immensa vedere la squadra tornare nel proprio stadio, con i suoi tifosi». E infine un messaggio chiaro sul progetto: «È un progetto importante, ma ora deve concretizzarsi. Partinico merita una struttura adeguata, non solo per il calcio, ma per tutti i giovani. Uno stadio moderno può diventare un punto di riferimento e aiutare tanti ragazzi a inseguire i propri sogni».