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Partinico, lo stadio resta un miraggio: la protesta dei tifosi e delle Società sui social

Mentre l’amministrazione Rao tenta la carta della delibera di giunta, le società sportive e i sostenitori dicono basta: “Siamo stanchi di essere nomadi, ridateci il ‘La Franca‘”.

La pazienza dei tifosi e delle società sportive di Partinico ha raggiunto il limite. Quello che per anni è stato un sommesso malumore si è trasformato, nelle ultime ore, in una vera e propria mobilitazione digitale.

Tramite i social network arrivano messaggi, appelli e sfoghi di chi, stanco di chilometri e trasferte forzate, chiede a gran voce la riconsegna dello stadio comunale alla comunità.

Nonostante l’impegno dell’amministrazione guidata dal sindaco Rao, che è tornata alla carica con una nuova delibera di giunta per sbloccare l’impasse dell’inagibilità, la soluzione appare ancora lontana. Nel frattempo, la realtà quotidiana per il calcio locale è fatta di valigie pronte: squadre costrette a emigrare a Terrasini o Giardinello per poter disputare gli allenamenti e partite in casa.

Un esilio che pesa non solo sul morale dei tifosi, ma anche sulle casse delle società, travolte da costi di trasferta e logistiche estenuanti.

La notizia della delibera, tuttavia, non ha portato la pace sperata. Sono bastati pochi minuti dalla sua diffusione per riaccendere le polemiche politiche. In un Consiglio Comunale dove l’amministrazione non vanta numeri di maggioranza solidi, il rischio è che lo sport diventi terreno di scontro elettorale.

“Serve la sensibilità e l’impegno di tutti i consiglieri,” commentano alcuni osservatori vicini a Palazzo di Città. “Senza un voto trasversale e un senso di responsabilità collettivo, il ‘La Franca’ resterà un cantiere aperto o, peggio, un cancello chiuso.”

Il grido dei tifosi: “Nel 2026 sembriamo il terzo mondo

Il cuore della protesta batte però fuori dai palazzi. Un post, diventato virale in poche ore, riassume perfettamente il sentimento della piazza:
Vogliamo il nostro stadio! Basta spese folli per allenarsi fuori casa, lontano da tutto e da tutti. Vogliamo una struttura polivalente, un campo adeguato e una pista di atletica degna di questo nome. Nel 2026 è inaccettabile sembrare un paese del terzo mondo.”
Se da un lato la comunità sportiva esprime soddisfazione per i traguardi raggiunti dal Futsal (Calcio a 5), che ha finalmente ottenuto una struttura idonea, resta alta la preoccupazione per il Volley e il Basket, anch’essi in attesa di impianti all’altezza.
“Lo sport è vita, lo sport è passione”
L’appello si chiude con una richiesta chiara e perentoria: tornare a giocare al “La Franca”. Non si tratta solo di calcio, ma di ridare dignità alla funzione sociale dello sport. La palla, ora, passa ai consiglieri comunali: saranno capaci di mettere da parte le bandiere di partito per il bene dei giovani partinicesi?