Partinico, nella DC “guerra in famiglia”: il direttivo si dissocia dai consiglieri comunali e propone un congresso urgente

Guerra in famiglia nella Democrazia Cristiana di Partinico. A seguito del comunicato dei tre consiglieri comunali, di questo pomeriggio, in cui comunicavano il passaggio all’opposizione e il conseguente allontanamento dalla maggioranza del sindaco Rao, arriva la smentita categorica da parte del direttivo con in testa il coordinatore cittadino e assessore della giunta comunale, Vincenzo Sollena, che propone un congresso cittadino urgente per stabilire le linee guida per il futuro politico del partito in città.
Di seguito, il comunicato integrale a firma del Coordinatore Cittadino Vincenzo Sollena, del Componente del comitato Regionale Benedetto Coniglio, del Componente del Comitato Nazionale Mario Nobile e della base della DC di Partinico.
“La base della Democrazia Cristiana di Partinico, composta dagli iscritti che attivamente si dal primo momento si sono spesi e si stanno spendendo per il territorio intende manifestare il dissenso netto e deciso nei confronti delle posizioni assunte dal gruppo consiliare della Democrazia Cristiana, che con un’azione politica difforme agli impegni presi nel sostenere la maggioranza del Sindaco Dott. Rao, decide arbitrariamente senza un confronto con gli iscritti di abbandonare la maggioranza. Va ricordato che tutti coloro che vengono eletti sono chiamati a rispondere del loro operato non solo alle compagini di afferenza, ma anche verso coloro che li sostengono, per cui rimanere fedeli agli impegni assunti è un dato pregnante, soprattutto per rinsaldare il rapporto di fiducia tra eletti ed elettori. È doveroso, altresì, sottolineare che solo chi è regolarmente iscritto e tesserato di un partito ha titolo per assumere posizioni e concordare linee politiche e ci risulta che alcuni non lo siano pur pretendendo cariche, ruoli ed assumendo atteggiamenti personalistici, indicendo riunioni nei Bar con la precisa volontà di escludere gli iscritti. Le posizioni assunte dai tre consiglieri non sono state condivise ne oggetto di confronto con gli iscritti del partito; vacilla il rapporto fiduciario e di rappresentanza che costituisce il fulcro per la credibilità della linea politica di un partito. Più volte nelle sedute del Consiglio comunale le azioni strategiche politiche dei tre consiglieri sono risultate oppositive alle proposte del Sindaco e del nostro Assessore, che non è stato informato delle iniziative del gruppo e di cui la base e l’Assessore sono venuti a conoscenza solo dopo la pubblicazione di interviste e comunicati, andando ad urtare contro le regole statutarie. A ben ricordare, a seguito dei risultati elettorali comunali, il partito è riuscito ad ottenere l’elezione di un consigliere, a cui, dopo circa un anno, si sono aggiunti altri due consiglieri, provenienti da una lista civica che sosteneva la candidatura a Sindaco di Pietro Rao , e provenendo dalle file del partito di Carlo Calenda, Azione. La base, in un primo momento, ha cercato di creare le condizioni per un progetto politico condivido ed un impegno corale, lo stesso coordinatore cittadino ricoprendo il ruolo di Assessore ha cercato di non far pesare il suo doppio ruolo dando sempre parola a tutti gli iscritti al partito, ma continuando a lavorare con sacrificio per la DC, appare insolito che dopo 2 anni si ripresenti il secondo coordinatore, la Dottoressa Canestrari e senza un confronto con la base vengano emanati comunicati dove viene dettata la linea politica, la stessa linea politica dei consiglieri da sempre apparsa critica e poco costruttiva, attaccando non soltanto l’operato del Sindaco, ma anche e soprattutto del proprio Assessore e Coordinatore cittadino. Più volte è stato chiesto l’intervento della Segreteria provinciale e Regionale, informando, altresì, l’organo Nazionale. Dai vari incontri non è scaturita la volontà da parte dei tre consiglieri di cambiare atteggiamento nei confronti dell’amministrazione Rao, che, pur tra mille difficoltà, sta tentando di risolvere gli atavici problemi del nostro paese. Ci lascia inoltre perplessi il vedere apposta nel documento l’ approvazione del segretario provinciale, in democrazia non esistono organi monocratici e non ci risulta che la linea politica che emerge dal documento abbia trovato discussioni in seno alla segreteria provinciale, nella segreteria regionale e se non bastasse neanche in quella Nazionale. Occorre una riflessione profonda e un ritorno al senso di responsabilità democratica all’interno del partito per una sana crescita dei principi sturziani a cui fa riferimento la base del partito, che attraverso un coordinamento, propone l’avvio dei lavori per un congresso cittadino che esprima la nomina di un segretario eletto e di un direttivo che possano stabilere la linea politica del partito. Tali atteggiamenti sembrano invece celare il maldestro tentativo di qualcuno più impegnato nella ricerca di strumenti per appagare il proprio ego. La base del partito ribadisce con forza la necessità di un congresso cittadino prendendo le distanze dalle posizioni dei 3 consiglieri comunali”.
Giornalista pubblicista
