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Partinico: nuova accusa di diffamazione per Maniaci, l’assessore Bonnì si costituisce parte civile

Non si arresta la scia di procedimenti giudiziari a carico di Pino Maniaci. Il giornalista e volto storico dell’emittente Telejato è tornato questa mattina nell’aula della Terza Sezione del Tribunale in composizione monocratica, chiamato a rispondere dell’ennesima accusa di diffamazione aggravata.
Al centro del processo, uno stile comunicativo che, secondo la Procura, avrebbe ampiamente travalicato il diritto di critica per trasformarsi in un “attacco personale e livoroso”.

Secondo l’impianto accusatorio sostenuto dal Sostituto Procuratore Sergio Mistritta, Maniaci avrebbe bersagliato l’assessore della giunta Rao, Sergio Bonnì, con una serie di invettive trasmesse sia in televisione che sui social network nel febbraio 2024.

Tra le espressioni finite agli atti e contestate come gravemente lesive della reputazione, figurano termini quali:

  • “Ominicchio” e “Pidocchio arrinisciuto”
  • “Bulletto di quartiere”
  • “Lecchino per eccellenza”

Condotte che la Procura ha tradotto in un’imputazione di diffamazione aggravata dall’uso dei mezzi di pubblicità e, soprattutto, dalla recidiva reiterata specifica.

Il termine “recidiva” non è un semplice tecnicismo nel caso Maniaci, ma si poggia su precedenti recenti e definiti in sede di merito. Nel gennaio 2025, la Corte d’Appello ha confermato la condanna a 1 anno e 5 mesi per fatti analoghi risalenti al 2014. In quell’occasione, le parti lese includevano:

  • Il giornalista Michele Giuliano;
  • Il pittore Gaetano Porcasi;
  • L’operatore Nunzio Quatrosi;
  • L’allora presidente del consiglio comunale di Borgetto, Elisabetta Liparoto.

Questa stratificazione di sentenze rischia oggi di pesare come un macigno sulla quantificazione della sanzione per le offese rivolte a Bonnì.

Durante l’udienza predibattimentale odierna, l’assessore Sergio Bonnì si è formalmente costituito parte civile attraverso l’avvocato Salvatore Bonnì, avanzando richiesta di risarcimento danni.
Sul fronte opposto, la difesa di Maniaci, affidata all’avvocato Bartolomeo Parrino, ha adottato una strategia cautelativa. Il legale ha richiesto un rinvio per valutare la possibilità di accedere al rito abbreviato. Questa scelta processuale consentirebbe all’imputato di:

  1. Ottenere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
  2. Chiudere il procedimento allo stato degli atti, evitando il dibattimento pubblico.

Il rinvio: Il Giudice ha fissato la prossima udienza per il 14 luglio. In quella data, Maniaci dovrà sciogliere la riserva: optare per il rito speciale o affrontare il processo nelle forme ordinarie.