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Partinico: Nuove tariffe TARI 2023, il consigliere comunale e segretario del PD locale, Gaspare Anzelmo, con una nota al Sindaco e all’Assessore al bilancio, chiede un tavolo di confronto.

Il consigliere comunale e segretario del PD locale, Gaspare Anzelmo, in riferimento alla delibera del consiglio comunale n. 13 del 23.02.2023 “Approvazione Tariffe 2023 per l’applicazione della tassa rifiuti (TARI)”, con una nota indirizzata al Sindaco e all’Assessore al Bilancio del Comune, chiede di istituire, in tempi brevissimi, un tavolo di confronto sulle tariffe tari, che veda presenti i rappresentanti delle forze politiche in consiglio.

Questa la nota che riportiamo integralmente:

Egregio Signor Sindaco di Partinico
e p.c. Egregio Assessore al Bilancio

Oggetto: Rilievi sulla delibera del Consiglio Comunale n. 13 del 23.02.2023 “Approvazione tariffe 2023 per l’applicazione della tassa rifiuti (TARI)”, approvata dal Consiglio Comunale nella seduta del 15 u.s. .

Come Le è noto ho votato contro la delibera di cui all’oggetto. In effetti, pur in presenza di documentazione allegata alla delibera incompleta e in parte illeggibile, avevo notato alcune inspiegate “stranezze” che mi appresto a chiarire:

1) L’aumento del complessivo costo del servizio nel 2023 rispetto al 2022 (250 mila euro circa, pari a un aumento del 4% circa), dovuto per il totale ai “Costi del Comune” e specificamente dovuto a un aumento superiore al 15% dei “Costi dell’attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani” e addirittura a un aumento superiore al 60% dei “Costi dell’attività di trattamento e recupero dei rifiuti urbani)… e questo in presenza di un aumento della raccolta “differenziata” dal 2021 al 2022 dal 70% all’80%

2) L’enormità dei “Costi dell’attività di spazzamento e di lavaggio”, ammontanti a ben 867.675€ per il 2022 e a 866.808 € per il 2023 (con una risibile diminuzione annua di ben 867 €!!!): un costo del servizio per giorno lavorativo di ben 2.900€ che, a prima vista, non sembra congruo rispetto alla qualità e quantità del servizio effettuato.

Il mio voto contrario non poteva esaurire l’esame della materia, soprattutto perché l’approvazione delle tariffe caricano su alcune categorie, già pesantemente provate, gli aumenti derivanti dall’approvazione del Piano Economico Finanziario 2022/2025.

Il Consiglio Direttivo del Partito Democratico ha approfondito tutta la materia, a partire proprio dall’elaborazione del Piano Economico Finanziario, alle delibere dell’ARERA in materia, per finire con il puntuale esame del Regolamento TARI vigente nel nostro Comune.
E’ stato un lavoro difficile e complesso ma alla fine riteniamo di essere pervenuti ad alcune riserve che neritano di essere chiarite, a una certezza che impone la modifica della delibera in oggetto e alla necessità di intraprendere, subito e insieme, un’attività di confronto che deve rendere “giusto” quanto richiediamo, come tassa rifiuti, ai nostri Cittadini.

Andiamo in ordine:
• L’art. 13 del Regolamento TARI” disciplina la predisposizione del Piano Economico Finanziario (PEF) da parte del gestore, la presentazione, la validazione da parte del Comune e l’approvazione da parte dell’ARERA,.. La determinazione delle tariffe del tributo avviene in conformità al PEF, di conseguenza diventa fondamentale guardare dentro questo documento per avere certezze… e invece sorgono solo dubbi.
Il gestore inizia il 18 gennaio 2021 il servizio e presenta il PEF 2022/2025 nel maggio dell’anno 2022.

Da quale documentazione contabile di riferimento l’esercente ha desunto i valori riportati nel PEF per il 2022, che determinano i valori per gli anni a seguire?

Come ha potuto ipotizzare, nel Maggio 2022, l’aumento dei “costi dell’attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani” per il 2023?

Da quale “documentazione contabile di riferimento” ha desunto i “costi dell’attività di spazzamento e di lavaggio” per un ammontare di ben 867.675 per il 2022, considerato che negli anni precedenti il servizio è stato praticamente nullo e che a metà anno non si può certamente attestare “la veridicità dei dati trasmessi” (non possono essere “dati” ma, caso mai, “previsioni”)?

Cosa contiene la relazione (che non abbiamo ancora visto) dell’esercente “che illustra i criteri di corrispondenza tra i valori riportati nella modulistica con i valori desumibili dalla documentazione contabile, sia le evidenze contabili sottostanti” (art. 13 c.4 b) del Regolamento TARI)?

Cosa contiene la procedura di valutazione (che non abbiamo ancora visto) che gli uffici del Comune sono tenuti ad effettuare sulla proposta del PEF elaborato dall’esercente?

Abbiamo il dovere, per rispetto dei Cittadini e delle loro tasche, di avere risposte certe e verificabili almeno a queste domande, per decidere, in tempi brevi, di correggere la rotta.
Facciamo presente che le tariffe devono essere approvate entro il 30 aprile e che la deliberazione 363/2021/R/Rif dell’ARERA, in aggiunta all’aggiornamento biennale del PEF, “prevede la facoltà per gli organismi competenti, al verificarsi di circostanze straordinarie, di presentare istanza di revisione infra periodo del PEF precedentemente trasmesso.”
C’è dunque una strada percorribile, sta a Lei intraprenderla.

• L’art. 14 comma 3 b. del nostro “Regolamento TARI” testualmente recita: “dal totale dei costi del piano economico-finanziario sono sottratte le seguenti entrate: – il contributo del MIUR per le istituzioni scolastiche statali ai sensi dell’art.33; – le entrate derivanti dal conferimento della raccolta differenziata”.
E’ del tutto evidente che nessun organo burocratico, nessun organo esecutivo, nessun organo politico ne abbia tenuto conto, visto che la delibera in oggetto approvata il 15 Marzo 2023 riporta, come base per la determinazione delle tariffe, l’esatto importo del totale dei costi previsto dal PEF: 7.030926 € per il 2023!
La violazione di un preciso dispositivo del “Regolamento TARI” invalida la delibera (e qualsiasi utente del servizio potrebbe contestare la propria tassa TARI!) e ne impone la correzione.
In conclusione: abbiamo la sensazione che questa incandescente materia, che alla fine grava sui nostri Concittadini, abbia conosciuto solo passaggi burocratici, mentre è doveroso che se ne appropri la rappresentanza politica.

E’ perciò che sottoponiamo alla Sua attenzione e valutazione di istituire, in tempi brevissimi, un tavolo di confronto su tutta la materia appena descritta che veda presenti i rappresentanti delle forze politiche in Consiglio (eventualmente accompagnati da “esperti”), la ditta esercente del servizio rifiuti, gli uffici responsabili del servizio, ovviamente oltre a codesta Amministrazione.

Ci consentiamo la speranza che un lavoro comune attento e preciso possa attenuare o annullare il già previsto aumento delle tariffe e magari… una diminuzione La merita il comportamento virtuoso dei nostri Concittadini che, pur avendo superato la media nazionale della differenziata (70% contro 63%), allo stato degli atti si troverebbero a pagare annualmente una tassa per utente pari a 220 €, contro una media nazionale per utente di 179€ (ben 20% in più).

Con i migliori saluti
Il Consigliere Comunale e Segretario del PD
Gaspare Anzelmo