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Partinico: Totò, la mascotte partinicese e ….. i cortei funebri.

A cura di Sergio Bonni

La letteratura e la cinematografia abbondano di testimonianze e di esempi concernenti i rapporti uomo-animali. Basti pensare al legame affettivo tra il cerbiatto e il ragazzo nel romanzo “il cucciolo”, da cui è stato tratto l’omonimo film con Gregory Peck, o al film di Vittorio De Sica ” Umberto D” , capolavoro del neorealismo italiano, dove un mite e silenzioso pensionato, ridotto a non essere più in grado di sopravvivere economicamente e deriso a farla finita, desiste dal suo proposito suicida per non abbandonare il proprio cane. Chi ha visto il film può testimoniare senza ombra di dubbio che alcune sequenze (protagonisti cane e padrone) sono tra le più struggenti della storia del cinema. Tornando alla realtà partinicese, vogliamo spendere due parole su Totò, un bastardino di colore marrone, morto qualche giorno fa, che, insieme ad altri due randagi, Calzino e Pupetta, gironzolava nella Piazza del Progresso, nell’ex Arena Lo Baido e nelle vicinanze della Villa Margherita, luoghi, questi, dove i tre “inseparabili” trovavano qualcosa da mangiare grazie alla bontà e alla sensibilità di alcuni residenti. Fra l’altro, grazie alla disponibilità di Giusy Longo, la notte trovavano rifugio in una casa della stessa. Ancora cucciolo, Totò, affetto da setticemia, era stato curato dalla signora Adriana Viviano, titolare del bar “burdillicchiu”, e successivamente, a causa di un taglio alla gola, aveva beneficiato dell’assistenza di Elena Giuliano. Da qualche tempo aveva preso l’abitudine di ” partecipare ” ai cortei funebri e nessuno si stupida quando, alla testa del corteo stesso, percorreva il tragitto paese-cimitero. Ultimamente, insieme a Calzino e Pupetta, faceva da scorta a Nanni Noto e lo seguiva dovunque. Chi vedeva sbucare Nanni Noto da una via secondaria del paese e immettersi nel corso era pronto a scommettere che dopo pochi secondi avrebbe visto anche i suoi tre fedeli “randagi”….. e così era. Insieme a Nanni Noto, cui va riconosciuto il giusto merito per l’operato (cure e assistenza), vogliamo ricordare i ragazzi di Partinico Solidale che hanno collaborato con lui. A loro si deve, fra l’altro, la realizzazione di un murales all’interno dell’ex Arena Lo Baido, che raffigura i tre cani in questione. Qualcuno, leggendo queste poche righe, commenterà che si tratta di cose poco importanti o addirittura insignificanti, perché lui sa quali sono le cose di “valore”, e magari abbozzera’ il solito sorriso beffardo. Ma penso che sono piccoli aneddoti di vita di un paese che è spesso additato per il suo totale degrado…… allora, forse, il suo sorriso sarà meno beffardo.