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Paternò, arrestato un 30enne per tentato omicidio: sequestrata pistola clandestina

Paternò (CT) – Alle prime luci dell’alba i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania e della Compagnia di Paternò hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale etneo nei confronti di Alberto Forte, classe 1995. L’uomo è gravemente indiziato, allo stato delle indagini e ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, dei reati di tentato omicidio e porto e detenzione illegale di arma da sparo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nella notte tra il 29 e il 30 agosto scorso, a Paternò, Forte avrebbe esploso tre colpi di pistola durante una rissa scoppiata in piazza Ficus, ferendo un giovane di 26 anni alla gamba e al volto. La lite sarebbe nata da motivi di gelosia tra il fratello minorenne della vittima e l’indagato, degenerata poi in colluttazione. Dopo gli spari, Forte si sarebbe allontanato a bordo di uno scooter insieme a un complice, rendendosi irreperibile.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno permesso di raccogliere testimonianze, riscontri documentali e analisi tecniche, oltre a un riconoscimento fotografico da parte del fratello minorenne della vittima. Gli investigatori hanno inoltre evidenziato come l’episodio si inserisca in un contesto di tensione tra gruppi riconducibili a clan malavitosi operanti nel territorio di Paternò. Il 1° ottobre, lo stesso Forte era rimasto ferito a una mano da un colpo di arma da fuoco, dichiarando falsamente ai sanitari di essersi procurato la lesione in un incidente stradale.

Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, i Carabinieri hanno sequestrato una pistola clandestina calibro 9 mm parabellum e un consistente munizionamento: 27 proiettili calibro 9 mm, 9 proiettili calibro 7,65 mm, un proiettile calibro 38 Special e un proiettile calibro 38. Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura e accolto dal GIP, che ha ritenuto sussistenti il pericolo di reiterazione di condotte violente e il rischio di fuga.