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Patti, sequestrati beni per 1,8 milioni di euro: indagine della Guardia di Finanza su crediti d’imposta legati al Superbonus

PATTI (ME) – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Messina ha concluso un’articolata indagine su un presunto sistema fraudolento legato ai crediti d’imposta del Superbonus 110%, che avrebbe consentito a un gruppo operante nel comprensorio pattese di ottenere circa 1,8 milioni di euro di benefici fiscali non spettanti. L’attività investigativa, condotta dalla Tenenza di Patti e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, ha portato alla denuncia di cinque persone fisiche e una persona giuridica, ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

Il sequestro preventivo

Su richiesta della Procura, il Gip ha disposto un sequestro preventivo, diretto e per equivalente, per un valore complessivo di 1.854.002,19 euro, corrispondente al presunto profitto illecito. In fase esecutiva sono stati sequestrati: 1.132.348,96 euro in disponibilità liquide, tra saldi attivi di conti correnti; 721.653,23 euro in beni immobili, tra fabbricati e terreni situati in Sicilia.

Il meccanismo della presunta frode

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i crediti d’imposta relativi a Sismabonus ed Ecobonus sarebbero stati generati attraverso: false attestazioni sulla regolare esecuzione dei lavori; interventi edilizi mai realizzati o realizzati solo in parte; documentazione tecnica, amministrativa e fiscale ritenuta non veritiera; computi metrici e stati di avanzamento lavori non corrispondenti al vero. A fornire tali attestazioni sarebbero stati due ingegneri, un architetto e un commercialista, indicati come complici nella creazione dei crediti non spettanti. I crediti così generati sarebbero stati poi ceduti tramite le procedure di “cessione del credito” e “sconto in fattura”, per essere successivamente monetizzati attraverso ulteriori cessioni a istituti di credito e soggetti terzi.

Le tecniche investigative

La Guardia di Finanza ha ricostruito il presunto sistema fraudolento attraverso: riscontri documentali e contabili; sopralluoghi con tecnici abilitati; analisi dei rapporti economici e finanziari tra i soggetti coinvolti; controlli fiscali approfonditi. L’indagine ha permesso di individuare un quadro ritenuto dagli inquirenti «articolato e strutturato», finalizzato a ottenere indebitamente crediti d’imposta per lavori di riqualificazione edilizia su un complesso condominiale del Comune di Patti.

La posizione degli indagati

La Procura ricorda che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva. Ulteriori valutazioni sono rimesse ai successivi gradi di giudizio.