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Peloritani e Parco dei Nebrodi, maxi controlli interforze contro moto da cross e fuoristrada nelle aree protette

Servizi straordinari e mirati, con un dispositivo interforze imponente, sono stati messi in campo nei giorni scorsi nelle aree dei Peloritani e del Parco dei Nebrodi. L’obiettivo: contrastare il fenomeno sempre più diffuso di moto da cross, quad e fuoristrada che percorrono sentieri e zone protette, spesso in violazione delle norme ambientali e del Codice della Strada.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di tutelare il territorio e garantire la sicurezza di escursionisti e turisti che frequentano le aree naturalistiche. Per questo sono stati predisposti presidi sia statici, con posti di controllo e vigilanza, sia dinamici, lungo i percorsi più battuti.

A coordinare l’operazione è stata la Polizia di Stato, con personale della Questura di Messina, dei Commissariati di Sant’Agata di Militello e Capo d’Orlando, del Posto Fisso di Tortorici e della Polizia Stradale (Sezione di Messina e Distaccamento di Sant’Agata). Al loro fianco hanno operato Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale Regionale e la Guardia Parco dell’Ente Parco dei Nebrodi.

I risultati dei controlli

L’attività ha portato a: controllo di 200 persone e 143 veicoli; 10 sanzioni per violazioni al Codice della Strada; contestazione di violazioni ambientali a motociclisti sorpresi in zona di riserva integrale, dove è vietata la circolazione di mezzi a motore; sequestro di 4 veicoli; sospensione di 2 carte di circolazione. Le violazioni ambientali contestate riguardano aree sottoposte a vincolo paesaggistico e naturalistico, dove il transito di mezzi motorizzati può provocare danni al suolo, alla fauna e alla flora protetta.

Tutela del territorio e sicurezza dei visitatori

Le Forze dell’ordine sottolineano che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di proteggere l’ambiente e garantire che le aree naturali possano essere fruite in sicurezza da cittadini, famiglie ed escursionisti. L’azione interforze rappresenta un segnale chiaro contro comportamenti che mettono a rischio ecosistemi delicati e la sicurezza delle persone.