Pesca, confronto a Roma per la marineria di Mazara: dal sostegno al reddito al caro carburanti, le richieste al Governo
MAZARA DEL VALLO. Le problematiche della marineria mazarese sono approdate nei giorni scorsi a Roma, al centro di un incontro svoltosi presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste tra una delegazione composta da marittimi, armatori ed esponenti di Fratelli d’Italia e i rappresentanti del Governo. All’incontro hanno partecipato il ministro Francesco Lollobrigida e il sottosegretario Patrizio La Pietra. A rappresentare il territorio mazarese erano presenti, tra gli altri, Paolo Torrente e Giampaolo Caruso, esponenti locali del partito. Nel corso del confronto sono state affrontate alcune delle principali criticità che interessano il settore della pesca, comparto considerato strategico per l’economia della città e dell’intero territorio.
Tra i temi affrontati vi è quello della tutela del reddito dei lavoratori durante i periodi di fermo biologico. Secondo quanto riferito dai partecipanti all’incontro, il Governo starebbe valutando l’estensione al comparto della pesca delle condizioni previste dalla CISOA, il sistema di integrazione salariale destinato ai lavoratori agricoli. L’obiettivo sarebbe quello di garantire maggiori tutele economiche e previdenziali ai marittimi nei periodi di inattività delle imbarcazioni. Sul tavolo anche la questione delle quote di cattura del gambero rosso, specie simbolo della marineria mazarese. Il sottosegretario La Pietra avrebbe assunto l’impegno di avviare un tavolo tecnico finalizzato a individuare nuovi criteri per la distribuzione delle quote tra i singoli pescherecci, superando l’attuale sistema basato sul calcolo complessivo di comparto.
Particolare attenzione è stata dedicata inoltre al tema dell’aumento dei costi del carburante, da tempo al centro delle preoccupazioni degli operatori del settore. Nel corso dell’incontro è stato ricordato il recente intervento che ha portato a una riduzione del prezzo alla pompa del gasolio destinato alla pesca e gli ulteriori strumenti di sostegno già previsti attraverso stanziamenti dedicati e misure di credito d’imposta. Tra le richieste avanzate dalla delegazione vi è anche quella del riconoscimento dell’attività di pescatore come lavoro usurante ai fini pensionistici, un tema che da anni viene sollevato dalle organizzazioni del comparto.
Altro argomento affrontato è stata la cosiddetta “Cambiale Azzurra”, una misura recentemente introdotta per consentire alle imprese della pesca e dell’acquacoltura di accedere a finanziamenti fino a 20 mila euro, a tasso zero, con restituzione in cinque anni e avvio del rimborso dopo due anni. Al termine dell’incontro, gli esponenti della delegazione hanno espresso soddisfazione per l’attenzione ricevuta e per gli impegni assunti dal Ministero, sottolineando l’importanza del dialogo diretto tra istituzioni e operatori del settore.

Giornalista
